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Funerali Maradona, pellegrinaggio nella casa Rosada: sarà sepolto accanto al padre e alla madre

In tantissimi stanno tributando l'ultimo saluto al campione argentino a Buenos Aires. Molte le manifestazioni per ricordarlo in programma anche a Napoli

La salma del pibe è stata portata alla Casa Rosada a Buenos Aires, il palazzo presidenziale argentino, dove è stata allestita la camera ardente. In tantissimi sono in coda per salutare per l'ultima volta il campione argentino. Entrano a testa bassa, con grande rispetto si avvicinano alla bara ricoperta dalle maglie che ha indossato nella sua carriera Maradona e dalla bandiera dell'Argentina, più che possono, viste le alte misure di sicurezza approntate, anche al fine di evitare assembramenti pericolosi per la diffusione del Covid.

Alle esequie sono attese un milione di persone. La veglia funebre durerà solo fino alle 16 locali di oggi (le ore 20 italiane) e poi il pibe sarà sepolto nel Jardin de Bella Vista a Buenos Aires, accanto a mamma e papà.

I funerali si tengono oggi e non sabato come inizialmente si vociferava, per espressa richiesta della famiglia. Il presidente dell'Argentina, Alberto Fernandez, ha decretato inoltre a partire da oggi tre giorni di lutto nazionale.

L'ultimo saluto di familiari e amici

La famiglia di Diego e gli amici hanno potuto vederlo per l'ultima volta in una zona riservata allestita nella Casa Rosada, in una cerimonia privata alla quale erano presenti Claudia Villafañe, Gianinna e Dalma Maradona, Verónica Ojeda, Dieguito Fernando e Jana Maradona. Diego jr, il figlio avuto con Cristiana Sinagra, ha appreso della morte del padre mentre si trovava ricoverato al Cotugno per complicazioni dovute al Covid. Ha chiesto e ottenuto di essere dimesso per stare vicino ai suoi cari a Napoli. 
Presenti tanti ex compagni di squadra e calciatori che aveva allenato Diego. Tra questi: Carlos Tevez, Martín Palermo e i campioni del mondo del 1986 in Messico, come Sergio Goycochea suo grande amico anche fuori dal campo e compagno anche di importanti avventure televisive in Argentina.

Il decesso e i soccorsi

Maradona è morto alle 13 locali di ieri (le 17 in Italia). Stava trascorrendo la convalescenza dopo un'intervento al cervello per un edema subdurale, a Villanueva a Tigre, località situata a pochi passi da Buenos Aires, in una residenza presa in affitto. Alle ore 12.00 è stato colpito da un infarto. I medici hanno tentato di rianimarlo, ma invano. Sul posto sono arrivate ben nove ambulanze. "Diego Armando Maradona è morto di morte naturale. Non ci sono segni di violenza", ha subito detto in una conferenza stampa il procuratore generale di San Isidro, John Broyard. L'autopsia eseguita poche ore dopo la morte nell'ospedale di San Fernando ha stabilito che l'insufficienza cardiaca ha provocato un edema polmonare acuto. Sei medici hanno preso parte all'esame autoptico e tra questi c'era anche un perito nominato dalla famiglia. I familiari di Diego hanno chiesto ai medici di evitare fotografie alla salma del loro caro.

maradona casa rosada salma-2

Ombre dal legale di Diego: "Lasciato solo 12 ore"

Il legale dell'argentino su Twitter ha pubblicato un comunicato stampa nel quale denuncia che per 12 ore Diego Armando Maradona sarebbe stato lasciato da solo nel suo appartamento al Tigre, a pochi passi da Buenos Aires, senza "attenzioni o controlli da parte del personale sanitario dedito a questi fini. L'ambulanza ha impiegato più di mezz'ora per arrivare, un'idiozia criminale. Ciò non va trascurato e chiederò che le conseguenze siano oggetto di indagine".

Matias Morla non manca anche di salutare quello che oltre ad essere il suo assistito era anche un amico: "E' un giorno di profondo dolore, tristezza e riflessione. Sento nel cuore la dipartita del mio amico che ho onorato con la mia lealtà e il mio sostegno fino all'ultimo giorno. L'ho salutato di persona":

COMUNICADO pic.twitter.com/phPvRVkAXT

— MATIAS MORLA (@MatiasMorlaAb) November 26, 2020

La consegna della "10" al Papa e la preghiera 

Anche Papa Francesco è rimasto profondamente colpito dalla prematura morte di Diego Armando Maradona. Ad annunciarlo il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni: "Il Papa è informato della morte di Diego Maradona, ripensa con affetto alle occasioni di incontro di questi anni e lo ricorda nella preghiera, come ha fatto nei giorni scorsi da quando ha appreso delle sue condizioni di salute" Diego Armando Maradona è morto ieri nella sua casa di Tigre, alla periferia di Buenos Aires, a causa di un arresto cardiocircolatorio. El Pibe de Oro aveva compiuto 60anni solo il 30 ottobre scorso. Il 4 novembre, ricordiamo, aveva subito un intervento alla testa per un edema causato da una caduta.

Solo qualche giorno fa, come ricorda VaticanNews, raccontando di sé nel libro “Ritorniamo a sognare”, Papa Francesco ha parlato del suo soggiorno in Germania e di come ha vissuto il trionfo dell’Argentina ai mondiali nel 1986. Una vittoria segnata dal talento di Diego Armando Maradona che regalò la seconda Coppa del Mondo all'Argentina. E proprio con quella "10" Maradona si presenta al cospetto del vescovo di Roma nel settembre 2014. L'incontro avvenne nell'aula Paolo VI, dove il Papa accolse e ringraziò i campioni del calcio che avevano aderito alla partita interreligiosa per la pace che si sarebbe disputata in serata allo Stadio Olimpico di Roma. Un evento solidale, organizzata da “Scholas occurrentes”, promossa dal Papa, e dall’associazione di Xavier Zanetti, altro argentino illustre, “Fondazione P.u.p.i Onlus”. Un commosso Maradona consegnò la maglia al Papa con tanto di scritta “Francisco” e la dedica: “A Papa Francesco con tutto il mio affetto e molta pace per tutto il mondo”. Ai microfoni di molti giornalisti, Diego Armando confessò. “Cosa mi ha detto il Papa? Che mi stava aspettando”.

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