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I commercianti del Vomero in lutto per la morte di Pietro Paganelli

L'associazione Centro Commerciale Vomero Arenella, presieduta da Enzo Perrotta, è in lutto per la scomparsa del 72enne pensionato suicidatosi perché angosciato dalle cartelle esattoriali

La morte di Pietro Paganelli, il 72enne pensionato sparatosi perché angosciato dalle cartelle esattoriali, non ha lasciato indifferente il Centro Commerciale Vomero Arenella.

L'associazione presieduta da Vincenzo Perrotta, infatti, è in lutto per la scomparsa di Paganelli, nella speranza che il sacrificio di quest'uomo possa servire a cambiare lo stato di cose nel nostro paese.

"In questa vicenda non si pone in discussione l’operato degli impiegati di Equitalia, - si legge in un comunicato diramato dall'associazione - ma il principio legislativo che ha generato il meccanismo disumano ed usuraio che muove il braccio armato dell’ente esattore. È la politica la vera colpevole, che ha creato una legge che ha messo in moto una macchina da guerra che con vessazioni al limite della costituzionalità, è sicuramente forte con i deboli, ma molto meno dura con i forti".

"È in questo giorno in cui siamo affranti dal dolore per la morte di Paganelli - spiega il CCVA - e delle altre morti fin qui avvenute, che vogliamo ribadire le nostre richieste al Presidente della Repubblica e a quello del Consiglio:

1) La sospensione di tutte le attività repressive (esecutive) e la rateizzazione delle posizioni a semplice richiesta scritta senza feidussioni aggiunte, con rate proporzionate al reddito del richiedente.

2) Tassi di interesse ridotti al 3% annui senza capitalizzazione, ovvero senza interessi su interessi, al fine di evitare che il debito si raddoppi in poco tempo.

3) Compensazione e semplificazione automatica dei crediti delle aziende e la non iscrizione della debitoria Equitalia a centrale rischi, altrimenti l’azienda perde il merito creditizio che è l’anticamera del fallimento della ditta.

4) Blocco delle ipoteche per cifre inferiori ai 20 milioni e annullamento delle precedenti già poste in essere".

"Si tratta - conclude la nota dell'associazione collinare - di cose semplici che un Esecutivo che vuole salvare l'Italia e vuole rilanciare l’economia del paese, deve porre in essere, con un decreto legge che tranquillizzi il paese e tolga la parola disperazione dalla psiche degli italiani. Noi rispettiamo l’operato di tutti gli impiegati dello stato, ma contestiamo la mente perversa che in maniera disumana sta alimentando un malessere sociale i cui sbocchi non sono prevedibili".

 

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