Gli angeli del 118 alla prova del Coronavirus: "Lo faccio per mia figlia di 8 mesi e per mia moglie"

"Ogni giorno faccio un intervento per sospetto Coronavirus e mi devo coprire dalla testa ai piedi". L'intervista di NapoliToday a Manuel Ruggiero, medico del 118

Sono già sotto stress da tempo, in una città come Napoli che spesso ha poco rispetto per il loro lavoro. In questi ultimi due anni in particolare abbiamo documentato come il personale del 118 sia stato spesso vittima di aggressioni verbali e non, di lanci di pietre e di ingiurie, da parte di chi non capisce quanto sia delicato e denso di protocolli da applicare alla lettera il loro lavoro. Ora, con l'emergenza Coronavirus i pericoli e le responsabilità si sono moltiplicate all'ennesima potenza. 

Manuel Ruggiero, medico 118 a tempo determinato, lavora presso la postazione del Chiatamone in pieno centro a Napoli. In questi anni di lavoro ne ha viste di tutti i colori, tanto da aprire la pagina Facebook di successo "Nessuno tocchi Ippocrate", dedicate alle denunce di aggressioni nei confronti del personale delle ambulanze. Oggi in un post affidato a Facebook, stremato da una dura giornata al lavoro, ha voluto ringraziare la giovane moglie 28enne e la loro figlioletta di soli 8 mesi: "E dopo che ti sei tolto tutti i dispositivi di protezione individuale, dopo che ti hanno cosparso di disinfettante dalla testa ai piedi e con i segni ancora sul volto .....varchi la porta di casa e trovi una compagna che, nonostante siano le 11 di sera, ti bacia e ti fa trovare un piatto caldo. E tua figlia che dorme nel lettone a pancia sotto. A quel punto ti fermi e pensi........ne è valsa la pena rischiare! Siete il mio tutto!".

-Manuel, quanto è dura con l'emergenza Coronavirus?
"Ogni giorno faccio un intervento per sospetto Coronavirus e mi devo coprire dalla testa ai piedi. Mi sottopongono ad un processo di disinfezione con appositi nebulizzatori".

-Che presidi sanitari utilizzate per sentirvi al sicuro?
"Mascherine ffp3 o ffp2, tuta completa idrorepellente, copicalzari e occhiali protettivi, il tutto naturalmente con doppi guanti".

-Come è definibile sospetto un caso e come vi comportate in tali situazioni?
"Il caso sospetto è un caso con febbre alta, bassa ossigenazione di sangue, tosse persistente. In tal caso il paziente si ospedalizza per accertamenti. Però preciso che si ospedalizza quando vi è una difficoltà respiratoria, oppure per pazienti che hanno già altre patologie".

-Se non sussistono difficoltà respiratorie o la presenza di altre patologie il paziente resta a casa. E' corretto?
"Sì, se sussistono solo febbre e tosse si fa un tampone domiciliare e la patologia può essere tranquillamente curata a casa".

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