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(immagini di repertorio)

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Tumore al seno, i funghi medicinali funzionano nel supporto alla terapia oncologica: lo studio

Alla sperimentazione ha preso parte anche il Dipartimento di Medicina Preventiva dell’Università di Napoli

Si chiama sostegno complementare integrativo alle malattie oncologiche, ed è la ricerca di quelle molecole che aiutano nella cura dei malati di cancro, soprattutto in quelle patologie che ancora oggi hanno scarse possibilità di sopravvivenza. Su questi integratori, in grado di modulare la risposta immunitaria, supportando l’effetto di cure convenzionali come la chemioterapia, ci sono importanti novità.
 
Uno studio italiano, che ha utilizzato rimedi micoterapici nel trattamento del tumore al seno triplo negativo, è stato pubblicato sull’International Journal of Molecular Science solo poche settimane fa. A coordinare i lavori è stata la Professoressa Paola Rossi, Docente di Fisiologia e direttrice del Master in “Nutrizione Umana” dell’Università degli Studi di Pavia. Nei laboratori di Neurobiologia e Fisiologia Integrata è stato condotto un test su 34 cavie: l’esperimento, realizzato secondo le linee etiche dell’Unione Europea, ha evidenziato importanti risultati sull’uso degli integratori con funghi medicinali.
 
I soggetti trattati con la miscela “Micotherapy U-CARE” di AVD Reform “hanno mostrato sia una riduzione del numero e della densità delle metastasi polmonari, che una riduzione della risposta fibrotica tissutale nel microambiente tumorale”. Questo risultato evidenzia l’efficacia dell’integratore micoterapico in associazione alle cure oncologiche convenzionali sia nel trattamento della malattia che nel modulare al meglio le difese immunitarie del paziente. Gli autori dello studio ipotizzano, nelle conclusioni, che la riduzione della metastasi nel carcinoma mammario “possa essere attribuita all’azione dell’integratore alimentare, al suo effetto sull’infiammazione sistemica e alla sua azione immunomodulatoria”.

Lo studio ha coinvolto 19 ricercatori e 6 enti universitari di ricerca. Oltre all’Università di Pavia - il cui Dipartimento di Biologia e Biotecnologia è un centro di eccellenza riconosciuto dal MIUR - hanno preso parte alla sperimentazione il centro di Tossicologia dell’ICS Maugeri, il Dipartimento di Medicina Preventiva dell’Università di Napoli, il gruppo Oncologico Ricercatori Italiani di Pordenone, il Dipartimento di Medicina Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano, e la Facoltà di Biotecnologie di Ljubljana in Slovenia.
 
I risultati ottenuti sul modello animale pre-clinico consolidano le conoscenze sul prezioso potenziale degli estratti micoterapici. Nella gestione del carcinoma mammario triplo negativo, il prodotto Micotherapy U-Care di AVD Reform ha costituito un supporto efficace e stabile. Sono stati ottenuti risultati significativi in particolare nella riduzione dello stato infiammatorio, dello stress ossidativo e della fibrosi, sia a livello della metastasi che nel microambiente tumorale. Quest’ultimo è un paranchima peritumorale apparentemente sano, ma in grado di influenzare lo sviluppo del tumore. Per il trattamento di una malattia aggressiva come il carcinoma mammario - che colpisce 2.1 milioni di donne ogni anno, ed è una delle principali cause di mortalità (15%) tra le donne nei paesi sviluppati - è sicuramente una buona notizia.

"Lo studio pone le basi per procedere alla sperimentazione clinica di questo integratore come supporto delle cure oncologiche convenzionali. Inoltre, il globale miglioramento della qualità di vita delle cavie sottoposte all'esperimento ci rende molto fiduciosi per il futuro", ha dichiarato la professoressa Paola Rossi dopo la pubblicazione dello studio.

Il progetto ha visto la partecipazione di AVD Reform come fornitore del preparato Micotherapy U-Care, scelto dai ricercatori per le sue proprietà e per la sua composizione specifica. All’iniziativa ha partecipato anche la biologa specializzata in micoterapia dottoressa Stefania Cazzavillan. Si attende quindi lo sviluppo di questa ricerca, che nei prossimi mesi potrebbe ottenere il placet per la sperimentazione umana.

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