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La Terra dei fuochi brucia più che mai: la situazione

Leggi ad hoc, innumerevoli annunci, roghi soltanto ufficialmente diminuiti. Il dramma ambientale tra le province di Napoli e Caserta è lontano da una svolta positiva. E le associazioni annunciano: "Faremo da soli"

Le associazioni della Terra dei fuochi sono sul piede di guerra, e annunciano azioni concrete per mettere fine allo sversamento e all'incendio di veleni nel loro territorio. Sono due le forme di lotta ideate: non pagare tasse, e ingaggiare invece un'agenzia investigativa privata per scoprire quali fabbriche smaltiscono rifiuti illegalmente.

Stanno già chiedendo preventivi, con la convinzione che costeranno meno dei militari inviati dal Governo e daranno risultati più concreti. La sensazione, nei territori colpiti dalla piaga dei rifiuti tossici, è che sia la legge sugli ecoreati che il decreto “Terra dei fuochi” (quello che ha previsto l'invio dell'esercito) non si siano rivelati che palliativi.

Acerra, Afragola, Caivano, Casalnuovo, Casapesenna, Giugliano, Orta di Atella, Villaricca, San Marcellino: molte zone – denunciano i residenti e documenta una video-inchiesta del Corriere della Sera – sono drammaticamente ridotte peggio di prima. Sulla San Marcellino-Casapesenna, in particolare, ci sono ai lati della strada chilometri di sacchi contenenti rifiuti. A Villaricca sacchi di polvere di Eternit abbandonati in strada alla mercé di chiunque, ad Orta di Atella addirittura rifiuti ospedalieri pericolosi e a rischio infettivo.

Il censimento dei roghi da parte del governo - che vengono descritti come diminuiti anche del 50% - viene fatto in base agli interventi dei vigili del fuoco. È così: se il 115 non interviene, il rogo è come non ci fosse mai stato. Il problema è che – spiegano le associazioni – sempre più spesso i rifiuti bruciano e nessuno interviene. I siti a rischio sono sempre gli stessi, ma i militari mancano e le telecamere – pure installate – pare non riprendano nessuno. Quelle zone “basterebbe presidiarli, quando ci siamo noi i furgoncini fanno marcia indietro”, spiegano dal Gruppo antiroghi di Acerra.

Non solo la “Terra dei fuochi brucia ancora”, come denunciato sinteticamente dall'hashtag lanciato sui social dal giornalista Sandro Ruotolo, ma brucia più di prima. A Giugliano, ad esempio, pare siano state prese di mira le discariche, o addirittura le sedi amministrative dove sono classificati i rifiuti conferiti in discarica. È tutta l'industria sommersa a smaltire senza criterio e illegalmente. “Colpire il nero significa colpire l’intera economia su cui si basa questa regione, facendo salve le eccellenze che pure ci sono – è la sconfortata denuncia di Michele Buonuomo, presidente di Legambiente Campania – Ecco perché l'impressione è che deliberatamente non si voglia intervenire”.

E intanto i cittadini restano in attesa di bonifiche che non partono, tra conseguenze dell'inquinamento sulla salute e annunci, come l'ultimo di Matteo Renzi, che ha promesso in tre anni di eliminare le ecoballe dalla Campania.

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