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"Tiene 'e vizie d'a rosamarina": quando e perché a Napoli si dice così

Tutto nasce da una storia de "Lo cunto de li cunti", di Gian Battista Basile

"Tiene 'e vizie d'a rosamarina", cioè "ha i vizi del rosmarino" a Napoli si dice di persona incapace e inconcludente.

L'espressione è, in sé, una vera contraddizione: il rosmarino, infatti, è una pianta che ha innumerevoli virtù e nessun vizio.

Il modo di dire, canzonatorio, nasce come parodia a contrasto di un passaggio di un celebre racconto de Lo cunto de li cunti di Giovan Battista Basile che dice "io aggio sette figlie mascule, sette gioie, sette cierri, sette giganti, che hanno cchiù virtù de la rosamarina".

Se quindi una persona non è una gioia, non è un fusto (cierro), non è robusto e, soprattutto, è incapace e inconcludente, non può che avere "'e vizie d'a rosamarina".

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