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Si' nu bicchier'e cape 'e fiammifere: quando a Napoli si dice così (e non è come potresti pensare)

Niente a che vedere con il prendere fuoco. Cosa significa

"Si' nu' bicchier'e cape 'e fiammiferi": questa espressione non significa affatto che una persona si "infiamma" facilmente, né per ira né per amore. L'espressione è attribuita a Matilde Serao. Pare infatti che durante una visita della famosissima Eleonora Duse, la diva delle dive, mentre questa si lamentava della tormentata relazione con l'altrettanto celebre Gabriele D'Annunzio, la Serao abbia commentato ironica "Povera figlia. Gliel'ho  spiegato cento volte che avvelena più la letteratura ca nu bicchier'e cape 'e fiammifere, come diciamo qui a Napoli".

Il vero pericolo dei fiammiferi

Dunque, nella convinzione diffusa a Napoli ai primi del secolo scorso i fiammiferi erano pericolosi non perché appiccavano il fuoco, ma perché "velenosi". Colpa della mistura di fosforo che compone la testa del fiammifero. Un bicchiere di (teste di) fiammiferi, in particolare, sarebbe stato un veleno letale, nessuno scampo. 

Essere paragonato ad un "bicchiere di fiammiferi", quindi, voleva dire essere ritenuto velenoso, letale,  

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