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Inchiesta rifiuti, Caldoro ascoltato dal pm

Il governatore della Campania: "Mi sono attenuto all'accordo stipulato il 4 gennaio scorso tra gli enti locali e il governo"

Nella giornata di ieri Stefano Caldoro, indagato per epidemia colposa, è stato ascoltato dal pm Francesco Curcio. Ad accompagnarlo c'era il suo difensore, l'avvocato Alfonso Furgiuele. Per due ore, il presidente della Regione ha risposto alle domande del sostituto Curcio e dell'aggiunto Francesco Greco.

Tra le spiegazioni, quello in merito all'invio fuori provincia della spazzatura napoletana: Caldoro si sarebbe attenuto all'accordo stipulato il 4 gennaio scorso tra gli enti locali e il governo. Per la precisione, in base all'accordo che prevede la solidarietà da parte delle altre Province alla Provincia di Napoli, vengono scaricate circa 900 tonnellate giornaliere di rifiuti presso gli impianti STIR di Pianodardine (Avellino), Casalduni (Benevento), Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e Battipaglia (Salerno): dall' 1 gennaio al 31 maggio sono state dunque portate dalla provincia di Napoli all'impianto irpino 20.000 tonnellate, a quello sammaritano 50.000 tonnellate, a quello sannita 20.000 tonnellate e a quello in provincia di Salerno 1.000 tonnellate.


Caldoro ha infine ribadito ai pm che la competenza ad aprire nuove discariche è dei sindaci e non del presidente della Regione. (Ansa)

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