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Rifiuti, indagato il governatore Caldoro. "Pronto a dimettermi"

Nell'inchiesta si contesterebbe al presidente della giunta campana la mancata attivazione dei flussi di rifiuti verso altre province campane. Il commento: "Tutto quello che ho fatto lo rifarei in piena coscienza"

L'ultima bomba arriva di sabato sera. Il presidente della giunta regionale della Campania Stefano Caldoro sarebbe indagato nell'ambito dell' inchiesta della Procura di Napoli sui rischi per la salute pubblica determinati dalla mancata raccolta dei rifiuti.

Nell'inchiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e del pm Francesco Curcio si contesterebbe al presidente della giunta campana la mancata attivazione dei flussi di rifiuti verso altre province campane e la mancata emanazione di un' ordinanza con i poteri sostitutivi delle autorità locali per il trasferimento dei rifiuti in aree di emergenza di altre province campane.

Immediato il commento del protagonista: "Sono pronto alle dimissioni eventualmente fossero provate responsabilità penali per fatti commessi inconsapevolmente. Sono profondamente colpito, ogni azione diversa da quella messa in campo avrebbe reso la situazione ancora più drammatica. Tutto quello che ho fatto lo rifarei in piena coscienza. Questa inchiesta consentirà di chiarire alcuni aspetti relativi alla responsabilità delle singole istituzioni nel ciclo dei rifiuti. Appena possibile fornirò, nello spirito della piena collaborazione istituzionale, tutte le informazioni, anche documentali".


"La Regione - ha sottolineato il presidente della giunta campana - come è noto, ha competenze limitate nel ciclo dei rifiuti. Abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità, ci siamo spesi ben oltre le nostre competenze, supportando gli enti locali e sollecitando utili iniziative. Lavoriamo giorno e notte senza un attimo di respiro per affrontare una delle emergenze più gravi della storia amministrativa della nostra città e della nostra Regione, che ereditiamo da 15 anni di inerzia e fallimenti. La magistratura svolge il suo dovere, ma soprattutto attendo che tutte le Istituzioni facciano tutto quanto è nelle rispettive competenze, a partire dal Governo fino ad arrivare al più piccolo dei Comuni. Per tornare alla normalità ognuno deve fare il proprio dovere". (Ansa)

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