Noemi, il papà: "Non lasciamo Napoli, devono andarsene i camorristi"

Fabio è ormai da giorni al Santobono con la moglie Tania. Vegliano sulla bambina in attesa si riprenda del tutto. "Sarà difficile spiegarle che cosa è successo"

Il papà di Noemi è determinato. Non vuole andar via da Napoli dopo quanto è accaduto a sua figlia, la bimba di quattro anni ferita gravemente in un agguato camorristico a piazza Nazionale, vuole che siano i malviventi a lasciare la città.

"Io non lo so quanto tempo ci vorrà per riuscire a fare di nuovo una passeggiata in strada senza aver paura e senza pensare a quel giorno terribile – racconta al Corriere della Sera in un'intervista – Però noi Napoli non la lasciamo. Sono i camorristi che devono andarsene da questa città bellissima, non le persone per bene".

La risposta dello Stato e quella di Napoli

Fabio è giovane. Ormai è al Santobono con sua moglie Tania da quel drammatico 3 maggio, stanno vivendo accanto alla figlia in attesa che si riprenda del tutto. "Con noi lo Stato ci ha messo la faccia, ha dimostrato il suo lato umano – ha aggiunto – Ringraziamo tutti e speriamo di poter portare presto nostra figlia dal presidente Mattarella e dal Papa, per pregare e ringraziare Dio".

Belle parole anche per Napoli. "È una città con un cuore infinito, che oggi ha dato una risposta bellissima – spiega ancora – E dobbiamo difenderla tutti insieme: noi napoletani per bene ma anche le istituzioni. Bisogna impedire che diventi ostaggio di chi vuole trasformarla in un territorio di guerra, di chi va a sparare all'impazzata, senza preoccuparsi di fare anche una strage, come poteva succedere quel giorno in cui e' stata colpita la nostra bambina".

De Magistris: "I genitori di Noemi non lasceranno la città"

"Sarà difficile spiegarle cosa le è successo"

"Quell'uomo – aggiunge il papà di Noemi a proposito dell'autore del raid – dovrebbe rendersi conto che non ha ferito soltanto Noemi: ha ferito lo Stato. Quando si fa violenza ai bambini è come se si colpisse l'intero Paese. Noi ci auguriamo che chi quel giorno ha sparato sia condannato dalla giustizia al massimo della pena. Poi, se ha una coscienza, si interroghi sul male gratuito che ha fatto". "Per ora il nostro unico pensiero e le nostre preghiere sono solo per Noemi, perché guarisca e torni a casa - sottolinea ancora - Poi penseremo al futuro, e certamente la nostra vita sarà diversa rispetto a prima".

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La psicologa: "Bisogna parlarle dell'agguato"

"Sarà difficile – conclude il papà della piccola – quando dovremo spiegarle perché è in quel letto di ospedale. Tutto il resto verrà dopo, ma è certo che lei rappresenterà i valori della vita civile e della legalità, come è sempre stato nella nostra famiglia. Però restiamo convinti che devono essere le istituzioni a garantire a tutti noi la legalità e la tutela".

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