Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Caso Abete, il vicequestore: "Ho sbagliato, chiedo scusa da poliziotto e da uomo"

Elio Iannuzzi ha sottolineato che le sue frasi erano dettate dalla "tensione" di quei momenti, quando l'inviato di Striscia stava provando ad intervistare il ministro Stefania Giannini

Il vicequestore Elio Iannuzzi, al centro della cronaca dopo la vicenda che ha visto protagonista ad Avellino l'inviato di Striscia la Notizia Luca Abete in occasione della visita del ministro Giannini, dalle colonne del Mattino chiede pubblicamente scusa.

"Ammetto di aver sbagliato – spiega Iannuzzi al suo intervistatore – mi assumo tutte le mie responsabilità, consapevole anche delle sanzioni che seguiranno. Le mie scuse non devono essere interpretate come un segnale di giustificazione, sento il dovere di esprimere il mio dispiacere a Luca Abete per la parole che ho pronunciato in un momento di concitazione".

"Ma quale aiuto, 'sto pagliaccio, entra nella macchina 'sto mongoloide", la frase detta ad Abete quando è stato portato in Questura.

LUCA ABETE: "TRATTATO COME UN DELINQUENTE"

"La tensione in quel momento mi ha sopraffatto – prosegue il vicequestore – La razionalità e l’equilibrio hanno lasciato il passo all’impulsività. Abete aveva già raggiunto il ministro; nel suo ultimo tentativo di raggiungere il ministro Abete ha colpito e travolto una mia collega che peraltro aveva proprio le mani in alto”.

"Pentito è troppo poco – ha quindi aggiunto a proposito dell'offesa ai disabili – ho ripensato a quante volte io ed i miei colleghi li abbiamo incontrati e sostenuti e conosco anche i sacrifici dei loro familiari. So che sono stati ingiustamente colpiti dalle mie parole. Da poliziotto e da uomo, chiedo scusa, sono pronto ad accettare una punizione per il mio comportamento e mi auguro solo di avere un'occasione per riscattarmi".

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