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Costa Flegrea: contro il mare inquinato si mobilitano le associazioni

Mentre si avvicina il periodo estivo, i mari flegrei rimangono inquinati e associazioni e comitati spingono per far rientrare l'area nel progetto "Bandiera Blu"

Ritorna l'estate e cono essa la paura di finire proprio come l'anno scorso, quando ai cittadini di tutta l'area flegrea fu impedita la balneazione, causa inquinamento delle acque marine. A poche settimane dall'esodo estivo, associazioni e cittadini vogliono sicurezze garanzie. In questo clima i comitati presenti sul territorio aspirerebbero, nel tempo, a far rientrare tutta la costa flegrea nel progetto "Bandiere Blu", che si propone di promuovere nei Comuni rivieraschi una conduzione sostenibile del territorio attraverso una serie di indicazioni che mettono alla base delle scelte politiche, l'attenzione e la cura per l'ambiente.

"In questi ultimi anni si stanno manifestando problemi di fioritura algali, soprattutto di alghe tossiche, che sono attentamente monitorate - ha affermato Giancarlo Chiavazzo, di Legambiente Campania. I nutrienti che pervengono dal mare possono determinare la fioritura di tali alghe, sarebbe un'altra bastonata per il nostro mare".

Ma dalle associazioni territoriali continuano le proposte e le denunce, come accade proprio per il Monte di Procida, dove il movimento "Ci mettiamo la faccia", attraverso Josi Gerardo Della Ragione, denuncia lo stato pietoso del depuratore: "Al Monte di Procida - dichiara Della Ragione - c'è ancora la vasca Imhoff dagli anni cinquanta, che smaltisce le acque reflue dei montesi, queste dovrebbero confluire nel depuratore di Cuma. Chiediamo - continua Della Ragione - che le amministrazioni locali spingano al fine di arrivare al progetto "Bandiere Blu", che prevede il recupero di circa 80mln di euro dei fondi Fas. In questo modo si potrebbe riqualificare tutto l'impianto fognario e far si che le acque reflue possano defluire nel depuratore. Per fare questo, però, l'impianto di Cuma deve essere messo a norma".

Dal 1998 al 2002, infatti, la ditta Pianese ha contribuito al degrado dell'impianto, immettendo in esso, come ricorda il Tribunale di Napoli, fanghi reflui e percolato. Il Direttore del dipartimento tecnico provinciale di Napoli dell'Arpac, Alfonso De Nardo, sembra essere scettico all'idea della Bandiere Blu.
"È presto ancora per parlare di Bandiere blu - afferma il Direttore - la situazione è tutt'altro che incoraggiante ma c'è un programma che da tempo è in atto, che ava avanti in maniera più o meno efficace e che prevede la sistemazione di tutti i depuratori che interessano la costa. Siamo prossimi - conclude De Nardo - ad un serio e importante momento di inversione, nel quale potremo vedere sulla famosa mappa dell'Arpac un notevole numero di puntini rossi (che indicano le zone non balneabili, ndr) trasformarsi in puntini azzurri".

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