Giovedì, 21 Ottobre 2021
Attualità Frattamaggiore

Attivismo giovanile e progetti per il terzo settore a Napoli Nord con Cantiere Giovani

Storia dell’organizzazione no profit che da 20 anni è attiva a Frattamaggiore con iniziative culturali e sociali rivolte ai ragazzi e che attualmente ha lanciato ‘Si può fare’ un bando che coinvolge 14 regioni italiane

C'è bisogno di rimettersi in gioco per dare un futuro ai giovani. C'è bisogno di coinvolgere, convincere e collaborare con persone che di volta in volta hanno sensibilità diverse e provano a decidere” è la filosofia portata avanti da Cantiere Giovani, l’organizzazione non-profit nata nel 2001 a Napoli Nord (precisamente a Frattamaggiore) dedita servizi socio-educativi rivolti ai giovani.

Alla base della mission di Cantiere Giovani c’è sempre la promozione del diritto all’inclusione, la cittadinanza attiva coinvolgendo i giovani in progetti ed iniziative che favoriscono l’impegno verso la comunità e la loro l’autonomia, dove manca la cooperazione dei cittadini. Per fare ciò, la realtà no profit diretta da Pasqualino Costanzo, ha creato collaborazioni con molti enti, associazioni e scuole.

Nel 2003 Cantiere Giovani ha inaugurato la prima sede del centro socio-culturale Il Cantiere a Frattamaggiore, con l'idea di promuovere opportunità e contrastare il disagio giovanile con progetti nel campo del sociale e del volontariato che hanno fatto diventare l’organizzazione un punto di riferimento per le associazioni, portandola a conquistare, negli anni, prestigiosi riconoscimenti come il premio del Consiglio d'Europa per il miglior progetto contro la violenza, Premio Famiglia della Presidenza Consiglio dei Ministri e la Medaglia della Presidenza della Repubblica.

Anche in piena Pandemia il Cantiere non si è fermato per i suoi ragazzi con Il Cantiere Virtuale pianificando un calendario di iniziative rivolte a tutte le fasce di età ospitando artisti, insegnanti, educatori, volontari e istituzioni, sulle pagine Facebook e Instagram del centro con eventi che vanno dall'arte ai corsi di lingua spagnola e inglese, dalle attività per bambini alle iniziative culturali, dai corsi di cucina a pedagogia, dalla cittadinanza attiva alla musica.

Numerosi i progetti in cui Cantiere Giovani è coinvolto, tra questi spicca Si può fare, iniziativa a carattere nazionale, finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che coinvolge 14 realtà di altrettante regioni italiane. Cantiere Giovani è l'associazione capofila di questo progetto rivolto ai giovani dai 16 ai 30 anni che intendono mettersi in gioco per recuperare spazi pubblici e creare eventi per lo sviluppo della propria comunità. Un modo per sollecitare l’attivismo nei ragazzi e nelle ragazze accendendo, anche, la loro attenzione verso il terzo settore: “L’iscrizione al bando è partita il 25 gennaio, dove i ragazzi possono presentare le loro proposte entro il 26 febbraio, accedendo alla piattaforma www.sipuofare.net” spiega il direttore Costanzo.

L’intervista

Costanzo, ‘Si può fare ’ è diventato il fiore all’occhiello di Cantiere giovani, radunando ragazzi dai 16 ai 30 anni. Ci racconta il progetto e gli obiettivi?

“Il progetto ha come obiettivo quello di coinvolgere i giovani attivamente in processi costruttivi per la comunità locale. Stiamo provando a promuovere un'iniziativa che vuole superare la logica premiale dei bandi e che abbina alla possibilità di partecipare, l'accompagnamento di organizzazioni che hanno più esperienza. “Si può fare” è pensato per gruppi di ragazzi che si mettono assieme, gruppi di amici, una classe, persone insomma che condividono una passione e interessi che possono essere messi a disposizione della comunità.

I ragazzi così sperimentano la progettualità di un’idea avendo al proprio fianco dei tutor che mettono disposizione la loro esperienza e competenza nel settore. In questo modo si favorisce la cooperazione e la coesione sociale che rappresenta uno dei scopi primari di questo bando”.

Al momento che tipo di idee e proposte sono arrivate da parte dei ragazzi che potrebbero essere selezionati per questo progetto di portata nazionale?

“A inizio gennaio abbiamo lanciato una campagna promozionale per far conoscere l’iniziativa e riscontri da parte di molti ragazzi da tutta Italia sono stati tanti e disparati: da quelli musicali a quelli artistici in generale, a progetti di volontariato a quelli di attività in luoghi da recuperare”.

L’obiettivo primario di Si può fare è sollecitare l’attivismo nei ragazzi per la loro comunità. Quanto si sottovaluta lo spirito di iniziativa e la voglia dei ragazzi di darsi da fare per il terzo settore?

“Lo spirito di iniziativa dei ragazzi più che sottovalutarlo spaventa, perché la spinta propulsiva al cambiamento non è sempre congeniale ai “più maturi”. Quindi per forza di cose il conflitto generazionale esiste e deve essere affrontato con coscienza e con presa di posizione. Noi ovviamente siamo per il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei ragazzi e il loro prezioso contributo per lo sviluppo per la comunità”.

Appropriarsi degli spazi pubblici attraverso la cultura in un momento in cui i ragazzi hanno vissuto tante restrizioni dove condivisione, confronto e spazi sono stati limitati assume una valenza importante…

“Sì, e bisogna, soprattutto in alcuni luoghi d'Italia, recuperare questi spazi pubblici, quindi non solo appropriarsene, ma creare le condizioni affinché questi diventino utilizzabili da tutta la comunità. I giovani hanno non solo la responsabilità di prendersi cura di queste aree, ma di trasformarle cercando nuove vie di interesse”.

Cantiere giovani da 20 anni si occupa di politiche giovanili facendo tante iniziative dedite alla cultura e anche al sociale. Anche durante questo periodo così complesso non siete stati in mano e avete creato una serie di iniziative online con Cantiere Virtuale. Ce ne parla?

“Abbiamo provato a trasferire in una piattaforma virtuale tutto quello che il centro Il Cantiere, che è uno spazio culturale “di cooperazione e contaminazione” (con sede a Frattamaggiore) normalmente realizzava all'interno della propria struttura. A un certo punto abbiamo sentito l'esigenza di proseguire con determinate attività in presenza, con le dovute misure di sicurezza, come lo Sportello Diritti e Opportunità, che è servito soprattutto a collaborare con i diversi COC (Centri Operativi Comunali) dell'area a nord di Napoli a supporto di persone con particolari disagi dettati anche e soprattutto dal periodo Covid.

Per quanto riguarda le attività socio culturali in generale, abbiamo voluto raccogliere questa sfida e reinventarci attraverso una piattaforma on-line. Le dirette sia su YouTube che su Facebook ci hanno permesso di trasferire una serie di attività, da quelle educative a quelle di confronto e di scambio di idee, fino a costruire veri e propri percorsi laboratoriali. È stato sicuramente stimolante, perché ci ha aperto alle nuove forme di comunicazione nel miglior modo possibile: eravamo costretti a farlo. Oggi possiamo dire che la dimensione virtuale è diventata uno strumento in più per arricchire l’offerta socio-educativa e culturale sia in presenza che online. Non la consideriamo un’alternativa, ma una possibilità di sinergia che da adesso in poi cercheremo di utilizzare al meglio per raggiungere gli obiettivi dell'organizzazione”.

Cantiere Giovani ha anche prodotto una rivista trimestrale ed è coinvolta in circa 20 progetti supportati da enti pubblici. Con quali parole descrivereste il cammino fatto da Cantiere Giovani e quello che potrebbe essere in futuro?

“I 20 anni di lavoro sul territorio (che festeggeremo quest’anno, a giugno) si possono descrivere come un cammino lungo e tortuoso, ma anche pieno di soddisfazioni perché siamo stati e rimaniamo ancora oggi pronti a cogliere nuove sfide! Viviamo in un contesto dove costruire quello che potrebbe sembrare anche ovvio diventa difficile perché il dialogo con le istituzioni, soprattutto a livello locale, è ostacolato dall'instabilità politica e non permette pianificazioni a medio e a lungo termine. A tal proposito uno strumento nuovo che abbiamo lanciato in questo periodo è la rivista “Fraincanti”. Questa nasce dall’idea di provare a raccontare il territorio condividendo i contenuti con i diversi attori della comunità, dalle istituzioni, al Terzo Settore ai cittadini in generale. L’obiettivo è quello di promuovere e rafforzare la consapevolezza dei bisogni del territorio da parte dei cittadini e allo stesso tempo stimolare le istituzioni ad una cooperazione maggiore per rispondere al meglio alle necessità e allo sviluppo di questo territorio”.

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