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Disabili, il caso della seggiovia di Anacapri finisce in Parlamento: “Viola la convenzione Onu”

L’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture del deputato Francesco Mari dopo le ripetute denunce dell’attivista Christian Durso

Il deputato Francesco Mari, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha firmato un’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti riguardante la seggiovia Anacapri-Monte Solaro. A denunciare la mancanza di accessibilità per i diversamente abili, sul vettore caprese, era stato l'attivista anacaprese Christian Durso, e di recente sul tema era intervenuta anche l'Ansfisa, Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali.

“La seggiovia ad Anacapri è una seggiovia monoposto e rappresenta l'unico mezzo di trasporto pubblico che permette di raggiungere Monte Solaro, luogo di ineguagliabile bellezza e dove si organizzano numerosi eventi – scrive Mari - tale seggiovia però non è accessibile alle persone disabili in carrozzina (cosiddetti sitting) i quali dunque sono impossibilitati a fruirne; l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) è intervenuta sul caso della mancata fruibilità per persone disabili della seggiovia monoposto Anacapri-Monte Solaro, dopo che la questione è stata sollevata dal cittadino anacaprese Christian Durso, già noto per altre battaglie a favore dell'accessibilità; l'Ansfisa sostiene che rendere la seggiovia fruibile a chi deve spostarsi in carrozzella richiederebbe un progetto di adeguamento tecnico, ma la città metropolitana di Napoli, ente concedente, ha chiesto al concessionario e all'esercente, con una nota del 30 giugno 2023, «di comunicare, nelle more dei lavori di adeguamento, quali soluzioni alternative intendono adottare per assicurare l'utilizzazione dei suddetti spazi da chi, permanentemente o temporaneamente, soffre di una ridotta capacità motoria»”.

L’interrogazione prosegue così: “Il D.D. 11 maggio 2017 della D.G. Tpl del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – «Impianti aerei e terrestri. Disposizioni tecniche riguardanti l'esercizio e la manutenzione degli impianti a fune adibiti al trasporto pubblico di persone» – opera una distinzione tra: «Trasporto delle persone disabili su impianti che svolgono trasporto pubblico locale», i quali devono essere conformi alla normativa relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche e «Trasporto delle persone disabili su impianti a fune che non effettuano trasporto pubblico locale», disponendo che, qualora si preveda il trasporto di persone disabili, l'esercente dovrà effettuare una preliminare pianificazione e predisporre istruzioni e formare il personale sull'utilizzo degli impianti da parte di viaggiatori disabili e fornire informazioni alla clientela; la seggiovia Anacapri-Monte Solaro appartiene a questa seconda tipologia di trasporto e dunque gli obblighi riguardanti l'eventuale trasporto delle diverse categorie di gruppi funzionali di disabili derivano dal rapporto concessorio tra il competente ente locale e il soggetto che gestisce lo specifico impianto; il regolamento di esercizio dell'impianto prevede e regolamenta il trasporto di due gruppi funzionali di disabili: standing, ovvero persone che riescono ad accedere agli impianti da posizione eretta, sebbene affetti da menomazioni, e blind, persone affette da cecità assoluta e parziale; al momento non è dunque possibile il trasporto su tale seggiovia del gruppo funzionale di disabili cosiddetti sitting”.

“A parere dell'interrogante la vigente distinzione tra trasporto pubblico locale e trasporto pubblico di persone produce una discriminazione nel momento in cui non prevede nessun obbligo sull'accessibilità ai disabili, demandando il superamento delle barriere architettoniche al rapporto concessorio tra l'ente locale e il gestore dell'impianto – conclude Mari - non si comprende infatti per quale motivo il trasporto pubblico di persone non debba essere obbligatoriamente accessibile ai disabili come avviene per il trasporto pubblico locale; tale differenza, a parere dell'interrogante, si pone in contrasto con i principi costituzionali, con le normative a tutela dei disabili e la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.

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