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Parla tata Rosa (Nunzia Schiano) de "Il Commissario Ricciardi": "Come me, una donna legata alle origini"

Nell'intervista a NapoliToday l'attrice di Portici ha parlato anche dei suoi progetti futuri e del finale della serie

Tra i personaggi più amati de “Il Commissario Ricciardi”, la serie tratta dai libri di Maurizio de Giovanni, c’è sicuramente Rosa: la tata di casa Ricciardi che veste i panni di una seconda mamma. Ad interpretarla magistralmente ci ha pensato Nunzia Schiano, attrice di grande esperienza che, tra le altre cose, ha interpretato la mamma di Alessandro Siani nei film “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”. Presto la rivedremo sempre su Rai 1 in "La bambina che non voleva cantare" che la vede nelle vesti della nonna di Nada. NapoliToday ha avuto il piacere di intervistarla.

Nunzia, che approccio ha avuto con il personaggio di tata Rosa? Quali difficoltà ha incontrato?

Con il personaggio c’è stata subito una grande empatia perché già lo conoscevo, avendo letto i libri di de Giovanni. Già c’era un legame che era un legame di lettore con la materia. Poterlo interpretare è stata sicuramente una grande gioia, ma anche una grande responsabilità. Lo scritto di Maurizio mi ha sicuramente agevolata nella costruzione del personaggio perché già nei libri venivano fuori tutte le sfumature, la personalità del personaggio.

Chiaramente ci sono anche tutte le difficoltà legate alla parte emotiva nella costruzione del personaggio. Non è mai facile perché devi dare al pubblico una verità. Questo è importante: il pubblico deve avere la possibilità non dico di riconoscersi, ma almeno di percepire una certa umanità nel personaggio.

Cosa c'è di suo in questo personaggio? Quanto le somiglia?

Tata Rosa mi somiglia nell’essere una donna del Sud, radicata nella sua storia. Io, ad esempio, ho continuato a vivere a Portici, la mia città natale, perché il mio rapporto con la città è molto forte. Anche tata Rosa ha questo legame fortissimo con la terra e si sposta unicamente perché c’è una forza, che è quella dell’amore per il signorino, che è più forte. Però continua a mantenere le proprie origini che la contraddistinguono. Quindi, un forte senso d’appartenenza mi lega al personaggio. Io sono molto fiera ed orgoglioso di essere una porticese “D.O.C.”

Rosa cerca qualcuno che un domani si possa prendere cura di Ricciardi. Perché punta tutto su Enrica?

Dobbiamo sempre rifarci a quello che era il mondo degli anni ‘30. Lei cerca per il signorino una donna che rispecchi un po’ quello che era il modello dell’epoca. Livia già non appartiene a quel modello lì. Enrica è una ragazza posata, sa cucinare, sa badare alla casa. Insomma un tipo di ragazza che si cercava in quel tempo. In più è una ragazza molto educata e quindi adeguata a stare vicino ad un uomo come il commissario che è un nobile. Rosa cerca una ragazza che possa assumere il ruolo di padrona di casa.

Rosa e il Commissario hanno un rapporto speciale, proprio come madre e figlio. Sul set è nato lo stesso feeling anche tra lei e Lino Guanciale?

Questo rapporto speciale si è creato anche con Lino. Se non si fosse creato questo clima, favorito anche da una regia molto attenta agli attori, il risultato non sarebbe quello che poi si è visto. Si è creata subito una grande empatia con Lino e questo ci ha consentito anche di rimandarla al pubblico. Almeno per me, è stata come se già conoscessi la persona, ci avessi lavorato in precedenza. Quindi, veniva tutto molto naturale e questo ha reso tutto il lavoro molto bello.

Partivate già da un'ottima base letteraria. Ma qual è stato il contributo personale che D'Alatri ha dato a questo grande successo?

Innanzitutto ha creato un cast, dai più piccoli ai più grandi, all’altezza. Il capitano di una nave è fondamentale affinché l’equipaggio funzioni. Alessandro ha creato quelle condizioni per far sentire chiunque parte del progetto. Poi c’è sicuramente la scelta di un’ottima fotografia, dei costumi… Cioè un insieme di cose che è riuscito a creare mantenendo il timone ben saldo.

Devo dire che è stato essenziale, per la riuscita della serie, il lavoro della regia, della co-produzione, della Rai e di tutti quelli che hanno partecipato alla produzione. Credo che Alessandro abbia setacciato, per lungo tempo, tutti i teatri di Napoli in cerca degli attori giusti, scovando anche diversi talenti. Ha fatto veramente un lavoro notevole e alla fine il pubblico ha premiato la serie.

Nell’ultima puntata abbiamo visto che tata Rosa ha accusato qualche malore. Questa mattina, sui social, è comparsa una foto di Ricciardi che piange. Cosa ci dobbiamo aspettare nella prossima puntata?

Per scoprire tutto dobbiamo aspettare a lunedì. Sarà sicuramente una bella puntata da tanti punti di vista, anche perché il romanzo è già molto bello. Le vicende sono intriganti ed hanno come protagonisti tutti personaggi belli. Sarà un bel finale. Ricciardi piange, non possiamo svelare il perché. Diciamo che piange per amore.

A quali progetti sta lavorando e quali sono i prossimi appuntamenti che la vedranno protagonista?

Nell’immediato, su Rai 1, mi vedrete nel film “La bambina che non voleva cantare”, ispirato ad una parte della storia di Nada. Io sarò la nonna di Nada in una veste un po’ particolare perché il tutto è ambientato in Toscana. Dovrò, quindi, esprimermi in una lingua a me non familiare come il livornese. Sarà un’altra esperienza bella e particolare, proprio in un’altra dimensione. Poi, sto lavorando ad un altro progetto televisivo del quale, però, non posso ancora svelare granché.

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