"Essendo meridionali inferiori non venderemo più Libero": le edicole napoletane contro Feltri

La reazione provocatoria degli edicolanti napoletani dopo le dichiarazioni di Feltri

Vittorio Feltri, direttore del giornale "Libero", già candidato nel 2015 a Presidente della Repubblica da Salvini e Meloni, non è nuovo ad uscite "particolari" sul Sud e i meridionali. Durante una delle ultime puntate della trasmissione "Fuori dal coro", su Rete 4, però l'ha fatta davvero grossa dicendo che "i meridionali in molti casi sono inferiori".

La risposta non si è fatta attendere: lo scrittore Maurizio de Giovanni e il senatore Sandro Ruotolo hanno deciso di agire per vie legali, valutate in queste ore anche dal sindaco de Magistris, on-line è partita una petizione che in poche ore ha raggiunto migliaia di firme per chiederne la radiazione dall’albo dei giornalisti della Lombardia. Nel frattempo in alcune edicole della nostra città sono apparsi cartelli che avvisano che il quotidiano del giornalista bergamasco non sarà più in vendita: ”In questa edicola dal 23 aprile non è più in vendita il quotidiano Libero. Essendo meridionali inferiori non siamo in grado di comprendere gli arguti articoli di questa testa giornalistica indipendente. Ci voglia scusare il direttore Feltri”, ironizzano gli edicolanti.

Tra i promotori dell'iniziativa - riporta sulla sua pagina Fb il consigliere regionale del Sole che ride Francesco Emiilio Borrelli - c'è Fabio Di Martino, titolare di un’edicola a Piazza Carolina, che dice “Siamo davvero stufi di questa persona e delle sue offese a sfondo razzista”, e Aldo Esposito segretario provinciale del sindacato Sinagi Slc-Cgil di Napoli, che gestisce un‘edicola a via Luca Giordano: “Non è la prima volta che diamo vita ad un’iniziativa del genere. Anche quando Feltri mise in prima pagina quel titolo ‘piagnisteo napoletano’ adottammo le stesse misure. Sinceramente questo signore ci ha stancato”.

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E’ un’iniziativa che condividiamo e appoggiamo - dichiara Borrelli attraverso i suoi social - Ci sembra il minimo come risposta alle offese del direttore di Libero. Abbiamo lanciato con il conduttore radiofonico Gianni Simioli una petizione per chiedere che Vittorio Feltri venga radiato dall’albo dei giornalisti della Lombardia, che in poche ore ha raggiunto le 15 mila firme. Chiediamo inoltre che la Meloni e Salvini chiedano scusa ai meridionali per aver candidato nel 2015 Feltri come presidente della Repubblica. Di quali nefandezze sarebbe stato capace?" si chiede Borrelli.

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