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E-commerce: il futuro inizia a Napoli

Oltre 2miliardi i potenziali compratori on-line: un mercato che le nostre aziende potrebbero conquistare. Come lo spiegano come i big players del web, in visita nella nostra città.

A Napoli i big dell'e-commerce on line, da Kooomo a Facebook a Triboo Digitale per presentare i dati del mercato dello shopping on-line.

L'e-commerce  è un'opportunità decisiva per le aziende del Sud Italia e, in particolare, per quelle della nostra terra che sono tra le più rappresentative del Made in Italy in diversi settori: alimentare, abbigliamento, beverage e anche arredamento. La Campania è infatti la 2° regione in Italia per numero di imprese dell’industria alimentare e delle bevande e la quinta per le imprese del settore abbigliamento/moda, cui si aggiunge l'apprezzatissimo settore dell’arredamento. Da noi però le vendite online pesano solo 1/4 circa di quelle che si effettuano al Nord: per poter rispondere alla domanda dei consumatori, e crescere, le nostre aziende devono però spingere sul digitale: la Campania infatti è 15esima, sulle 20 regione d'Italia, per utilizzo della banda larga e addirittura 18esima per cultura digitale (dati SRM).

In gioco c'è una fetta consistente del mercato mondiale dell'e-commerce che vale oltre 3.000 miliardi di euro, in crescita, e ha più di 2 miliardi di potenziali e-compratori.

“Fare e-commerce significa fare azienda” spiega Anastasia Sfregola, sales director per il mercato italiano di Kooomo, la piattaforma tecnologica di nuova generazione in Saas e Cloud che segue passo dopo passo l’evoluzione e la scalabilità del business dei brand sostenendo il processo di internazionalizzazione delle aziende, unica tecnologia e-commerce italiana entrata a far parte nel 2017 del “Magic Quadrant for digital commerce” di Gartner. “Troppo spesso ci si avvia al business on-line improvvisando, convinti che aprire un e-commerce significa semplicemente mettere online i propri prodotti, ma - avvisa Sfregola - occorre strategia".  Per capire perché è sufficiente considerare che secondo Google circa il 67% dei consumatori  abbandona il carrello e interrompe la transazione se non trova subito la propria valuta al momento del pagamento. Ecco perché, come sottolineano gli esperti di Kooomo, la prima scelta da fare è la tecnologia che “consente all’azienda di avere sotto controllo tutti gli aspetti del business e di adattarsi al suo sviluppo".

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