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Arciconfraternita dei Pellegrini: quasi 500 anni al servizio dei sofferenti. L'iniziativa in tempi di Covid

Con il prolungarsi dell'emergenza pandemica si fa sempre più pressante la richiesta di salute dei cittadini fragili, affetti da patologie croniche che richiedono screening e controlli periodici. Un incontro per trovare nuove modalità di assistenza

L'Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti venne fondata a Napoli nel 1578 per iniziativa di Bernardo Giovino che mise assieme altri 5 artigiani con l'obiettivo di assistere i tanti pellegrini che nel corso dei loro lunghi viaggi sostavano nella nostra città.

La prima casa ospitale (Ospedale) venne aperta nel 1579 presso il convento di S.Arcangelo a Baiano. Poco dopo, stante il costante aumento del numero dei pellegrini che chiedevano asilo, fu trasferita in locali più ampi posti nei dintorni di S.Pietro ad Aram. Infine, dal 1591 l'ospedale ebbe sede definitiva nel fabbricato che nel frattempo era stato costruito alla Via Portamedina. Estesa ben presto l'assistenza anche ai convalescenti, l'Arciconfraternita rivolse, sul finire del 1700, la sua opera alla cura degli ammalati poveri, che progressivamente presero nell'ospedale il posto dei pellegrini, che arrivavano in città in numero sempre minore.

L'ospedale sanitario, succeduto a quello dei pellegrini, fu indirizzato nel 1815 al soccorso dei feriti, mentre furono istituiti gli ambulatori per cure e consultazioni mediche ed un dispensario di medicine, il convalescenziario fu esteso agli ammalati cronici. Tutto avveniva nell'assolvimento dell'istituzionale opera di carità, con spirito immutato. Ricostruito l'ospedale di Via Portamedina dopo le distruzioni arrecategli dal conflitto 1940-43, ampliandone l'attività in tutti i settori clinici, l'Arciconfraternita si volse a costruire un altro, che volle ubicare sulla collina di Capodichino, per andare incontro ai residenti delle zone periferiche ed extraurbane.

Anni dopo, con l'affermarsi di una nuova politica nel campo della sanità, l'attività ospedaliera veniva affidata agli enti pubblici ed in forza delle relative disposizioni di legge anche l'Arciconfraternita doveva trasferire, nel 1971 senza indennizzi, a tali enti i suoi due ospedali ed il suo convalescenziario. Nonostante ciò, l'Arciconfraternita ha mantenuta inalterata l'attività di carità verso i sofferenti, trovando sempre nuove strade per offrire solidarietà concreta a chi soffre. In questo spirito l'iniziativa promossa per lunedì 30 novembre, che vedrà confrontarsi alcuni tra i più qualificati e rappresentativi professionisti della sanità pubblica sulle strategie possibili per garantire che – in tempo di emergenza pandemica – i pazienti fragili e in particolre quelli affetti da patologie croniche possano trovare adeguate risposte al loro bisogno di salute. All'incontro prenderanno parte Vincenzo Galgano Primicerio dell’Arciconfraternita, Attilio A. M. Bianchi Direttore Generale Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale, Natale Gaspare De’ Santo dell'Arciconfraternita dei Pellegrini, Maurizio Di Mauro Direttore Generale A.O.R.N. dei Colli – Ospedale Monaldi, Francesco Nappi del Centre Cardiologique du Nord, Maria Triassi Presidente della scuola di Medicina e Chirurgia dell’Universita’ degli Studi “Federico II” di Napoli.

L’evento viene trasmesso in diretta streaming a partire dalle 17.30, senza limite di partecipanti, nell’ambito della VI edizione de “La strada della Pace è il Dialogo”, con link disponibile sul sito web www.arciconfraternitapellegrini.net

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