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Come diventare genitori in epoca Covid: tra restrizioni, inclusioni e tanta umanità

L'intervista ad Agostino Menditto, responsabile U.O. Ginecologia ed Ostetricia e a Pina Tarantino, coordinatrice del reparto Ostetricia e Nido, della Clinica Mediterranea

La pandemia Covid ha influito su ogni aspetto della nostra vita, modificando certezze consolidate e imponendo soprattutto in ambito sanitario l'applicazione di rigidi protocolli tesi ad evitare possibili focolai. Ad un anno dallo scoppio dell'epidemia ci siamo interrogati sui cambiamenti che hanno investito un momento delicato e importantissimo come quello della gravidanza e del parto, sia per i genitori che per gli operatori sanitari, in piena terza ondata Covid.

L'intervista ad Agostino Menditto, responsabile U.O. Ginecologia ed Ostetricia e a Pina Tarantino, coordinatrice del reparto Ostetricia e Nido, della Clinica Mediterranea. 

-  Un anno di Covid. Com'è cambiato l'approccio al parto e come si è adeguata la Clinica Mediterranea all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo?
Menditto: "L'anno è stato difficile per tutto il mondo e anche per il reparto di Ostetricia. La nostra filosofia prevede da sempre una grande attenzione per la madre ed il bambino, senza dimenticare anche il padre. Con il nido per tre dimostriamo di tenerci molto all'aspetto di umanizzazione reale del parto. Chiaramente il Covid sconvolge tutto. Abbiamo delle regole che ci vengono in parte anche imposte. Prevale la salute pubblica, limitando il contagio al massimo. Le restrizioni sono variate nel tempo. Nel primo periodo nessuno conosceva bene il virus, oggi ne sappiamo qualcosa in più. La prima restrizione è stata quella di sospendere gli orari di visita, perchè la movimentazione andava limitata all'essenziale. Inoltre la gravida accede nella maggioranza dei casi in pronto soccorso. Non era neppure concesso l'accesso ai papà, scelta molto sofferta. Però la diffusione dei tamponi ci consente attraverso degli screening di poter riammettere i papà in sala parto, ricomponendo il nucleo familiare. L'assistenza non è cambiata, il rispetto della donna e della fisiologia è stata mantenuta. Tutte le attenzioni per la madre sono invariate. L'intero personale sia medico che ostetrico ha fatto e continua a fare un lavoro encomiabile, cercando di sopperire alle difficoltà delle donne di restare da sole, con un'assistenza che va oltre il dovuto, senza far mai mancare calore e supporto umano. E' una esperienza molto forte. Anche le donne hanno capito le difficoltà e c'è stata grande comprensione".

-C'è stato un calo delle nascite quest'anno?
Menditto: "Abbiamo chiuso l'anno con un parto in più rispetto a quello precedente. E' un indicatore importante per noi".

-Per quanto concerne invece i cesarei, come viene garantita l'assistenza post partum dato che non ci potranno essere parenti ad assistere le partorienti? E quali sono le forme di inclusione previste per i papà?
Menditto: "Nel cesareo urgente il papà è dentro e sta assistendo al travaglio. Se programmato, il papà, previamente tamponato, sale e vede la donna prima e dopo, vede il figlio nato, ovviamente in un tempo più limitato. A livello assistenziale c'è attenzione massima come sempre".

-Dal punto di vista psicologico le donne come stanno vivendo l'ansia da Covid e come cambia il vostro lavoro nell'accompagnamento al parto?
Tarantino: "Non posso dimenticare lo scoppio della pandemia che ha coinvolto madri e personale ostetrico. Si è lavorato sui metodi da adottare, sui percorsi da studiare per arrivare alla sicurezza della paziente e del personale ostetrico. Abbiamo standardizzato dei percorsi e sul chi fa che cosa. Abbiamo raggiunto un'ottima assistenza, davvero soddisfacente. L'ostetrica già  chiamata a sostenere l'accompagnamento alla donna e ora è ancora più investita in questa missione perchè deve garantire un'empatia e un sostegno in più che in tempi passati sarebbero stati dati dai parenti. Il feedback delle donne è davvero molto positivo. Ci dicono di aver vissuto un'esperienza positiva rispetto al momento che viviamo, stessa cosa le ostetriche".

- Si sono verificate finora problematiche legate alla diffusione del Covid in Clinica?
Menditto -"L'aver stabilito regole chiare, che potevano sembrare anche troppo restrittive ha permesso alla Mediterranea non dico di essere Covid free, perchè qualche caso isolato di contagio tra dipendenti ci può essere stato, ma di non registrare alcun focolaio nella struttura. Le regole adatte e rigorose al momento giusto ci hanno consentito di tutelare sia il personale dipendente che gli utenti".
 

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