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Covid-19, Ascierto: "Non esistono vaccini di serie A o di serie B. Su Astrazeneca problema di comunicazione"

Parla l'oncologo dell'Istituto Pascale di Napoli

Il virus continua a circolare, però guardiamo all’esempio del Regno Unito che a gennaio aveva numeri eccessivi e negli ultimi giorni il numero delle vittime è ridottissimo. Vaccinare tutti è l’argine giusto per limitare questa pandemia. La differenza dei vaccini? Tutti validi per creare la proteina per creare anticorpi contro la proteina spike. Nel Dna c’è il codice genetico della proteina spike, la differenza sta sul come si ottiene questa immunizzazione, non esistono vaccini di serie A o di serie B. Astrazeneca? Qui c’è stato un problema di comunicazione. La sperimentazione fu fatta dai 18 ai 65 ed è risultata sicuro. E non ci sono stati danni, per questo si fa una preferenza sulla fascia d’età. Astrazeneca è un ottimo vaccino, sono tutti buoni ed hanno tutti la stessa dignità. Basta pensare che nel Regno Unito la metà dei 27 milioni di vaccinati sono stati inoculati con Astrazeneca. I differenti prezzi dei vaccini? Il costo di produzione del vaccino non è elevato le differenze di prezzo sono adesso difficilmente spiegabili. Sono dinamiche complesse ma è importante spiegare che sono tutti validi e riguardano solo la produzione e non la validità". Così il Professor Paolo Ascierto, direttore del Dipartimento di Melanoma e Terapie Innovative dell’Irccs Pascale di Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.

Effetti post vaccini

"Chi lo ha avuto deve avere solo una dose di vaccino ma non prima dei 3 mesi dalla negativizzazione e non dopo i 6. Perchè i vaccini provocano effetti post inoculazione? La febbre è un meccanismo di difesa ed attiva le citochine del sistema immunitario, questa risposta provoca anche stanchezza e debolezza. Ma è tutto normale. Obbligo vaccinale per il personale sanitario? Sono favorevole perché chi lavora negli ospedali deve proteggere i propri pazienti. La conservazione dei vaccini a temperature molto rigide? Diciamo che è difficile mantenere la catena del freddo, perché i vaccini a mRna sono facilmente deperibili”.

Riaperture

"Il virus circola, a chi sottovaluta il problema direi di sentire le testimonianze di chi si è ammalato per capire la criticità del momento che stiamo vivendo. Troppa gente in strada? A giugno c’è stata quella sensazione del tana libera tutti, se il virus continua a circolare c’è il pericolo di portare il sistema sanitario al collasso. A maggio avevamo un numero delle infezioni molto contenuto si deve tornare a quel rigore. Il vaccino protegge al 100% dalla malattia grave. Se il livello di vaccinazione sarà al 70% se non ci saranno delle varianti particolari credo che per fine anno potremmo tornare ad una sorta di normalità. Insomma vedremo la luce fuori dal tunnel. Stadi aperti a giugno? Con questi numeri non me la sento di essere favorevole ad una riapertura. Il problema sono gli assembramenti prima o dopo il match, c’è la tv e basta ed avanza. Sinceramente riaprirei prima altro. Dipende soprattutto da come sta andando il piano vaccinale, se questo avverrà verso inizio maggio con le inoculazioni di massa allora si può pensare di riaprirli al pubblico per l’inizio degli Europei, ma sinceramente non mi sbilancerei. La mascherina va cambiata, però dipende anche dal tipo. Sarebbe bene farlo massimo dopo due giorni qualunque tipo essa sia. In questo momento non parlerei di turismo. Il problema sono gli assembramenti, però se ci sono delle norme di sicurezza da rispettare bisogna farlo. Riapriamo i ristoranti perché stanno vivendo un momento molto difficile e se si rispettano le norme di sicurezza si può fare", ha concluso Ascierto. 

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