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Il Governo taglia il Pnrr: "Napoli la città più penalizzata"

Opposizioni contro la scelta del Governo Meloni di spostare i progetti su altre voci di finanziamento, ma non c'è accordo sulle cifre. Costa (M5S): "Persi oltre 800 milioni". De Luca (Pd): "Alla città 120 milioni in meno"

Il Governo Meloni va avanti con l'idea di tagliare progetti del Pnrr per un valore di 13 miliardi di euro. Un taglio che colpirebbe in maniera significativa il Sud e, in particolare, Napoli, mettendo a rischio azioni attese da anni come l'abbattimento delle Vele di Scampia e del Bronx di San Giovanni a Teduccio. Progetti che, in verità, non dovrebbero andare perduti ma sarebbero spostati nel Fondo di sviluppo e coesione anche se non è chiaro in che tempi e con quali adempimenti burocratici. Un provvedimento che l'Esecutivo motiva con la difficoltà di completare gli iter di rendicontazione. In parole povere, l'Italia è in clamoroso ritardo.  

La scelta, però, è stata osteggiata dalle opposizioni. Dopo la perplessità espressa dal sindaco di Napoli Geatano Manfredi, parole ben più dure sono arrivate dal vicepresidente della Camera Sergio Costa (Movimento 5 Stelle) e dal deputato Pd Piero De Luca, figlio del presidente della Regione Campania. Eppure, proprio dalle opposizioni arrivano dati contrastanti sul valore dei progetti che verrebbero tagliati. Costa parla di 824 milioni di euro solo per Napoli, città più colpita, mentre De Luca si ferma a 120 milioni. 

"I comuni e le città metropolitane rischiano di perdere 13,5 miliardi di fondi del Pnrr - dichiara Sergio Costa - Per quanto riguarda il solo comune di Napoli, quello più penalizzato dal colpo di spugna del governo, verrebbero tagliati progetti per 824,8 milioni, a Roma oltre 718 milioni e Torino poco più di 493 milioni. Il ministro Fitto ha assicurato che i progetti interessati dal taglio saranno comunque finanziati con altre fonti, come i fondi europei per la coesione, i fondi strutturali europei e il fondo complementare. Fondi che, di conseguenza, cancelleranno altri progetti. Pertanto, non si recupera un bel niente, ma si perdono miliardi. Questi sono i fatti".

Alcuni Comuni, però, erano già partiti con la cantierizzazione dei progetti. E' il caso proprio delle Vele di Scampia, dove l'apertura del cantiere era prevista per ottobre: "Questi tagli impattano su quartieri come Scampia o San Giovanni a Teduccio o Piazza Carlo III dove erano previste importanti opere di riqualificazione attese da anni - specifica il vicepresidente della Camera - Eppure, il Governo nazionale ha sempre sostenuto che il Sud fosse la priorità politica. Ora sappiamo con sicurezza che non è così".

Per Piero De Luca "...il Pnrr non è proprietà privata di una singola forza politica, è patrimonio dell'intero Paese. Ci sono progetti che possono cambiare la vita dei nostri cittadini e alcuni interventi sono stati fortemente bloccati e rallentati dal governo che ha completamente cancellato 16 miliardi di euro di investimenti. Per noi si tratta di una scelta folle e scellerata che penalizza soprattutto il Mezzogiorno. Solo la città di Napoli avrà 120 milioni di euro di progetti tagliati". 

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