Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

I dissidenti 5 Stelle scrivono a Grillo: "Caro Beppe, non ti fermare. Noi ci siamo"

A firmare la lettera decine di attivisti ed eletti napoletani che non appoggiano l'accordo con il Pd per la candidatura a sindaco di Gaetano Manfredi e si inseriscono nella diatriba con Giuseppe Conte

Sono giorni di forte tensione nel Movimento 5 Stelle. Non solo per la diatriba da Beppe Grillo e Giuseppe Conte a livelli nazionale. Animi tesi, e da tempo, anche a Napoli, dove un nutrito gruppo di eletti, capeggiato da Matteo Brambilla e Marì Muscarà non ha approvato l'accordo con il Pd per la candidatura di Gaetano Manfredi a sindaco di Napoli. Proprio i dissidenti napoletani del Movimento hanno scritto una lettera-appello a Beppe Grillo.

"Caro Beppe, chi ti scrive sono quelli che sono stati definiti ed etichettati "dissidenti e nostalgici".
Non ti abbiamo mai scritto tante volte come negli ultimi giorni, ma adesso, adesso e non domani, abbiamo l'urgenza che qualcuno riprenda la rotta partendo dal tuo post "Una bozza e via" e riunisca e supporti i tanti che in 15 anni non hanno mai mollato nonostante tutto. 
Ti stiamo scrivendo per farti sentire la nostra presenza, per dirti che ci siamo e che siamo 'moltitudine'...una moltitudine che, proprio come nelle tue "parole guerriere", credeva di essere sola e invece si è ritrovata, fianco a fianco, da "Voghera a Canicattì", siamo quella comunità, grande e familiare, che aggrega chi si riconosce nei suoi valori fondanti e si difende compatta dagli usurpatori e stiamo provando a non far deragliare definitivamente il nostro 'sogno', quel sogno chiamato MoVimento 5 Stelle che tu e Gianroberto siete riusciti a creare ed a far 'sognare' a milioni di persone.
Noi ci riconosciamo ancora in quei valori, ci difendiamo tenacemente da chi li rinnega.
Abbiamo attraversato momenti difficili e l'unica cosa che ci ha fatto continuare a sperare è stata quella utopia solitaria che guardandoci negli occhi riconoscevamo identica negli sguardi degli altri e che da sogno solitario insieme trasformavamo in ardita concretezza.
Abbiamo bisogno di cancellare molte cose del passato, molti "abusi di potere" troppe personalizzazioni, molti errori, tanti da aver spinto molti sognatori di utopia ad abbandonare desolati. E abbiamo bisogno di te, Beppe, abbiamo bisogno che tu, come noi, non ti faccia intimidire da chi nel giro di pochi anni da portavoce si è trasformato in eletto sentendosi fine stratega e grande statista, scollandosi totalmente dal territorio e imponendo decisioni calate dall'alto e pacchetti all inclusive di accordi, alleanze, sindaci e assessorati.
Ci stanno fregando, Beppe, questi ci stanno fregando: dalle questioni ambientali alle grandi opere, ci stanno fregando!
Abbiamo bisogno del nostro Garante, Beppe, abbiamo bisogno che il custode dei nostri valori prosegua nella strada che avevi imboccato qualche giorno fa.
Non sei solo. Lo ripetiamo: non sei solo.
Non era questo che dicevamo nelle piazze, non era il potere dei pochi, non volevamo abbattere una piramide per ricostruirne un'altra volevamo piuttosto lastricare strade che tutti potessero percorrere e goderne. Siamo tanti e saremo ancora di più se coraggiosamente riprenderai forza ed entusiasmo per rimettere in acqua questo veliero dei sogni, il nostro movimento, nostro e non "mio" o "suo".
Rimetti al centro insieme a noi i riferimenti ed i valori che hai citato nel tuo post: le idee, la visione, la democrazia diretta e partecipata e la decentrazione dei poteri, i meriti, i valori...Beppe, queste cose, e tu lo sai bene, sono gli elementi caratterizzanti che rendono unico il MoVimento orizzontale che tu e Gianroberto avete immaginato anche attraverso l'ecosistema Rousseau, luogo in cui le idee del MoVimento hanno ancora cittadinanza, e che ci distinguono dai partiti e ideologie novecentesche ed obsolete.
Non vogliamo essere la brutta copia di un sistema che abbiamo sempre combattuto.
Parla con noi, ascoltaci: siamo gli attivisti, cuore pulsante del MoVimento, siamo portavoce comunali, municipali, alcuni regionali, siamo quelli che, da Napoli, da Bologna, da Roma, da Monza, da Bari - ovunque semi stanno germogliando, raccogliendo adesioni da tutta Italia - non si arrendono e che non vogliono sacrificare princìpi e valori per una percentuale, per un consenso effimero. Siamo l'onda della Rivoluzione culturale e gentile che non vuole arrestarsi, siamo quelli del voto consapevole che non barattano consensi per fini personali.
Ci siamo, Beppe, noi ci siamo. Ed abbiamo bisogno che anche tu ci sia.”

Le lacerazioni interne al Movimento 5 Stelle tengono sulle spine anche Il Pd e Manfredi. Nonostante l'appoggio di Luigi Di Maio e Roberto Fico, allo stato attuale il nome e il simbolo restano a disposizione degli eletti e, quindi, dei dissidenti e lo rimarrà fino a quando il garante o il capo politico non decidano di sospenderli. Visto che l'acesa a capo politico del Movimento è, per ora, fallita, la palla passa nelle mani del garante Grillo. 

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