Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica

Elezioni, è caos alla consegna delle liste. Rissa nella sede di Fratelli d'Italia

Giornata difficile ieri a Soccavo alla consegna di liste e firme. In via Calata San Marco, nella sede di Fratelli d’Italia, episodio da chiarire tra Marco Nonno e Pietro Diodato, storici esponenti pianuresi dela partito

Non è andato tutto liscio, ieri, al termine dei tempi per la presentazione delle liste in vista delle prossime elezioni amministrative a Napoli. Nell'ufficio elettorale di Soccavo doveva essere tutto pronto alla scadenza, prevista alle 12. Una chimera: prima risse e spintoni, poi accese discussioni tra funzionari del Comune e i delegati di alcune liste. Pare anche che qualcuno abbia provato a portare uno scatolone con le firme passando per una finestra.

Liste a rischio esclusione

Il segretario generale del Comune di Napoli, Monica Cinque, ha riportato che alla fine sono state presentate in ritardo quelle di "Prima Napoli" sia per il Consiglio comunale che le Municipalità (la lista dei candidati della Lega), "Catello Maresca" solo per le Municipalità e "Noi campani per La Città" relativamente ad una Municipalità. Adesso la commissione prefettizia, già insediata nella sede dell'ufficio elettorale, si pronuncerà sulla loro ammissione o meno.

Intanto i candidati sindaco ammessi dovrebbero essere sette: Gaetano Manfredi (Pd e M5s più civiche), Catello Maresca (centrodestra, più civiche), Alessandra Clemente (area de Magistris, Prc, Potere al Popolo), Antonio Bassolino (Azione, civiche), Matteo Brambilla (dissidenti M5S), Giovanni Moscarella (Movimento 3V, area no vax e no Green pass), Rossella Solombrino (Equità Territoriale).

Rissa tra Nonno e Diodato nella sede di Fratelli d'Italia

Intorno alle 10 intanto era avvenuto un altro episodio singolare in via Calata San Marco nella sede di Fratelli d’Italia. Una rissa tra Marco Nonno, consigliere regionale e comunale di Fratelli d’Italia (non candidato alle prossime elezioni), e Pietro Diodato.

Da sempre "competitor" nella zona di Pianura (pur essendo dello stesso partito), i diretti interessati hanno fornito due ricostruzioni opposte, e pare che l'uno denuncerà l'altro.

Secondo Diodato, Nonno in mattinata aveva provato ad escludere dalle liste del partito i candidati della "fazione opposta". C'era stata una discussione sulle candidature alla presidenza delle municipalità, c’era un po’ di tensione e avevo chiesto di fermare le liste – ha spiegato Diodato al Fatto.it – Dopo un chiarimento a livello provinciale e nazionale con l’onorevole Donzelli, abbiamo trovato una mediazione politica. Tutto era rientrato – ha raccontato Pietro Diodato al Fatto.it – Nel frattempo il consigliere regionale Nonno ne aveva approfittato per compilare una nuova lista escludendo tutti quanti noi dalle candidature alle municipalizzate: voleva fare un blitz. Me ne sono accorto, ho cercato di fermarlo, mi ha dato una testata sulla fronte".

Semplicemente opposta nei ruoli la versione fornita da Marco Nonno: “Quando Diodato si è accorto di non avere voti e di non essere sostenuto dal partito – ha raccontato a Repubblica.it – è arrivato come una furia nella sede del partito. Dopo essere stato da Maresca che pure gli ha detto che non lo candiderà. Voleva scappare con il plico contenente le liste per le municipalità. Quando abbiamo tentato di fermarlo ha cominciato a dare testate, ferendomi al volto. Ha ritirato poi i suoi 35 candidati e in queste ore abbiamo dovuto telefonare a tutti per riempire di nuovo le liste”.

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