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Comizio Fini, Alfredo Vito in prima fila: è polemica

Ex Dc e Forza Italia, soprannominato Mister Centomilavoti e accusato di voto di scambio. Il Segretario Nazionale de La Destra Storace: "Fini si è fatto spiegare dei camorristi che secondo Briguglio infestavano AN a Napoli?"

Comizio napoletano di Gianfranco Fini. Seduto in prima fila c'è Alfredo Vito, 64 anni, ex Dc e Forza Italia, "Mister Centomilavoti", accusato nel 1993 di voto di scambio, un patteggiamento di due anni per sei episodi di reato contro la pubblica amministrazione. Ma non solo.

Soprannominato vent'anni fa a Napoli "a' sogliola", per la capacità di appiattirsi sotto le due grandi balene della Dc partenopea, Antonio Gava e Paolo Cirino Pomicino, nel 1993 fu accusato di voto di scambio e di aver avuto rapporti con la camorra e di aver commesso reati contro il patrimonio. Dalla prima accusa venne prosciolto, anche se il boss pentito Ciro Sarno confessò di averlo aiutato nella campagna elettorale del 1992.

Le polemiche dunque, in merito a quella presenza, adesso si sprecano. "Siamo curiosi di sapere se il legalitario Fini, che ha invitato Alfredo Vito alla sua manifestazione di Napoli, ha avuto modo di farsi spiegare dall'on. Briguglio qualche dettaglio sui camorristi che a suo dire infestavano AN a Napoli", ha affermato in una nota il Segretario Nazionale de La Destra Francesco Storace. "Carmelo all'epoca era con me all'opposizione interna nel partito e mise nero su bianco quei timori di infiltrazioni. Chiese al segretario di creare un'apposita anagrafe degli iscritti, una forma di garanzia minima per evitare presenze poco raccomandabili".

Intanto, in una intervista concessa al Corriere della Sera, Vito cerca di non guardare troppo indietro. "Che motivo c'é adesso di andare a rimescolare certi fatti del passato. Sono passati vent'anni. E se Fini davvero mantiene la promessa e fonda questo nuovo partito, beh, io aderisco". Vito ammette che Fini gli piace parecchio per ciò che pensa su alcuni grandi temi, come il Mezzogiorno, l'immigrazione. "Soprattutto mi convince la sua battaglia sulla legalità".

Qualle legalità che invece Storace tenta di affondare. "La sua battaglia legalitaria va a corrente alternata, come tante altre sue prese di posizioni. Come ad esempio sul conflitto d'interessi, che ha scoperto soltanto da poco".

Pronto a candidarsi con il partito di Fini? "Andiamo piano. Io sono interessato all'idea del nuovo partito e pronto a dare una mano. Poi si vedrà". E alle voci che raccontano di un Fini sorpreso e arrabbiato con Italo Bocchino per aver invitato tale personaggio al comizio, Vito risponde così: "Confermo di essere amico di Bocchino, però ad invitarmi al comizio non è stato lui. Ma Fini in persona".

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