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Cultura

Francesca Michielin: “Mi piacerebbe perdermi nei vicoli di Napoli e raccogliere le sue good vibes”

Intervista alla cantautrice che dopo i successi in tv alla conduzione di X Factor sabato sarà al Teatro Bellini con Bonsoir! Michielin 10 il tour dove porta per la prima volta le canzoni del suo ultimo album, Cani sciolti

Quest’anno Francesca Michielin non si è risparmiata. Per chi immagina che un musicista e un cantante debba vivere solo di musica è fuori strada e la Michielin sembra essersi messa di buona lena per confutare quest’idea: ha pubblicato il suo primo romanzo, Il Cuore è un Organo, una storia tutta al femminile che mette tre generazioni diverse a confronto dove la musica e il cambiamento fanno da collante; la seconda stagione del podcast MASCHIACCI di cui è autrice e conduttrice e, ovviamente, la conduzione di X Factor. Proprio da quel palco che quasi 10 anni fa l’ha lanciata ha dimostrato il suo ecclettismo dove sorprendere rompendo gli argini di ciò che convenzionale è qualcosa che le appartiene. Vedendo Emma, Giorgia, Colapesce Dimartino impegnati nella recitazione. Nek, Gabbani, Agnelli, Mika e Mannoia alla conduzione si sta di nuovo aprendo la possibilità di non relegare i cantanti solo alla musica ma di vederli parti attive a 360 gradi dell’intrattenimento e la Michelin dimostra di saper essere all’altezza della situazione con la giusta intelligenza ma lo fa a suo modo.

Sa essere padrona della scena e forse proprio tenere le redini dei live di X Factor le ha dato delle nuove consapevolezze e qualche ingrediente in più su come gestire i palcoscenici, cose che sta mostrando sul campo tutte le sere da quando è partito Bonsoir! Michielin 10, il tour che sta portando nei teatri italiani e che sabato 22 aprile arriverà anche al Teatro Bellini di Napoli.

 Un concerto dove esprime la sua maturità artistica e personale imponendosi come una delle musiciste più raffinate dello scenario pop italiano che si è andato a ridefinire negli ultimi anni ma porta per la prima volta dal vivo i brani inediti di Cani sciolti, il nuovo disco pubblicato il 24 febbraio.

Cani sciolti rappresenta la filosofia di vita di Francesca Michielin allo stato pur. La sua voglia di essere anticonvenzionale, di rompere gli schemi non restando ferma alla musica ma mettendosi in gioco su più fronti. Per lei, i ‘cani sciolti’ sono le persone dissidenti, quelle che non stanno al guinzaglio o alle regole, e così il titolo del disco è la metafora del lavoro alla base di questo grande progetto maturato nel tempo.

Anche autrice delle dodici canzoni, di cui nove inedite, in Cani Sciolti Francesca Michielin fa un viaggio dal sapore cantautorale dove ha curato in prima persona ogni singolo particolare dalla scrittura all’arrangiamento e alla produzione. Sono canzoni, nude e crude, prive di sovrastrutture, si possono definire, anche dal punto di vista musicale, coraggiose e controcorrente, completamente suonate, realizzate molto spesso in presa diretta, quasi a celebrare gli artisti internazionali che l’hanno ispirata fin da piccola.

Intervista a Francesca Michielin

Francesca, ma quanto coraggio serve per essere Cani Sciolti nell’arte, nella musica e nella vita? 

I cani sciolti sono quelli che vivono liberi da qualsiasi schema, ascoltando sé stessi in modo assoluto e per esserlo credo serva sicuramente coraggio, ma anche tanta consapevolezza. 

E a te Francesca, quale caratteristica ti rende più di tutte un cane sciolto? Inoltre, secondo te, essere un cane sciolto può essere un necessario modo di vivere e di essere oggi più che mai?

Mi sento un po’ cane sciolto soprattutto per la scelta di “lasciare” la grande città e tornare ad abitare in Veneto, nella mia Bassano del Grappa, e scrivere un disco interamente curato da me. Credo che indistintamente tutti dovremmo agire un po’ più da cani sciolti. Concentrandoci sul mio lavoro poi, penso che noi artisti dovremmo cercare di metterci più al primo posto, regalando al pubblico semplicemente ciò che siamo e cosa vogliamo trasmettere, senza necessariamente seguire la moda. 

12 track di cui 9 inediti prive di sovrastrutture anche dal punto di vista musicale, sono coraggiose e “controcorrente” che rappresentano in pieno il significato del titolo e il mood di com’è stato realizzato l’album. Sono canzoni che invitano a essere senza filtri, rivoluzionari e fuori dagli stereotipi. Ma oggi queste caratteristiche appena elencate fino a che punto riescono a mettersi in pratica per davvero senza temere la solitudine per essere dei cani sciolti anticonvenzionali? 

“I cani sciolti di natura non temono di essere anticonvenzionali, anzi! Per sentirsi liberi da schemi e andare controcorrente, come dicevo, bisogna essere consapevoli di ciò che si è e imparare a conoscersi fino in fondo. Credo faccia parte di un percorso e di un lavoro importante su sé stessi.”

Nel 2022 non c’è stata solo la musica e la realizzazione di Cani Sciolti. C’è stato un libro Il cuore un organo, dove il cambiamento, la rivoluzione e l’accettazione di sé sono temi che rispuntano. La conduzione tv su sky nature di Effetto Terra dove parli dell’ambiente altra cosa che ti sta estremamente a cuore e la conduzione di X Factor, un tornare a casa dove tutto è iniziato in altre vesti. Indubbiamente ti ha regalato emozioni diverse. Ma cosa potresti dirci una sorpresa proprio inimmaginabile legata a queste tre esperienze?

“Ho avuto la fortuna di vivere queste 3 esperienze bellissime e soprattutto molto diverse tra loro e dal lavoro di musicista. In più amo sperimentare e mettermi in gioco e se sento di poter andare oltre il mio essere cantante/musicista non mi fermo. Ovvio, l’adrenalina non manca mai, ma poi dà sempre i suoi buoni frutti e riesco anche a godermi attimi di spensieratezza e divertimento, soprattutto come è successo a X Factor.”

Portare il tour bonsoir! – Michielin 10 nei teatri italiani facendo scoprire le canzoni di cani sciolti che reazioni stai ricevendo e quale ti ha colpito di più? E se l’esperienza della conduzione di X Factor ti ha dato una diversa consapevolezza di gestire il palcoscenico come può essere quella di esibirsi in teatri anche storici come il Teatro Bellini di Napoli?

“Sono felicissima di come stia andando il tour e di come il pubblico abbia accolto “Cani Sciolti”, soprattutto perché molti si sono sentiti capiti, compresi attraverso le mie parole e credo che questo sia motivo di orgoglio. Inoltre, la scelta del teatro, nasce proprio da questo disco. Per me il palco teatrale è un luogo sacro, un luogo in cui vai quando hai una storia da raccontare veramente. Non ho scelto, però, la via usuale porto comunque sempre un contrasto nel modo in cui sto facendo i concerti in teatro”

Quanto conosci Napoli? Per quello che probabilmente conosci della città e della sua cultura, cosa ti attrae di più e ti piacerebbe fare se avessi più tempo per viverla?

“Torno a suonare a Napoli dopo tanto tempo e sono felicissima di poter incontrare di nuovo il pubblico di una città meravigliosa e ricca di storia: è uno dei musei a cielo aperto di cui si può vantare il nostro Paese. Se avessi più tempo per viverla mi piacerebbe perdermi nei suoi vicoli o fare una lunga passeggiata sul lungomare, fare il pieno dei suoi colori e raccogliere il più possibile le good vibes che la caratterizzano.”

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