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Prof. Paolo Ascierto

Prof. Paolo Ascierto

Vaccino anti-Covid napoletano, il Prof. Ascierto: "Pronto a luglio"

“Si tratta di una ricerca di avanguardia che interviene sulla sequenza genetica del paziente. Se la sperimentazione sull’uomo confermerà i risultati degli studi preclinici sarà pronto per l'estate”. L’intervista al direttore di Struttura Complessa Melanoma e Terapie Innovative del Pascale

Mentre la politica cerca di arginare il contagio con misure restrittive e lockdown più o meno morbidi, la ricerca scientifica lavora per trovare il prima possibile un vaccino contro il Coronavirus. Al momento sono undici i vaccini anti Covid-19, sperimentati nel mondo, giunti alla fase 3, cioè all’ultima fase della sperimentazione. Anche Napoli è  in prima linea nella lotta contro il SARS-COV-2. All’Istituto Nazionale Tumori IRCCS "Fondazione G. Pascale" si sta lavorando, da marzo, allo studio di un vaccino sotto la direzione del Prof. Paolo Ascierto, di intesa con lo INMI Spallanzani di Roma e l’Università degli Studi Bicocca di Milano. Si tratta di una ricerca di avanguardia che interviene sulla sequenza genetica dell’uomo: il vaccino, costituito da un piccolo frammento di DNA del Coronavirus, neutralizza la regione "chiave" della proteina Spike, impiegata dal virus per attaccare le cellule dell'uomo. “I risultati degli studi preclinici sono molto promettenti”, ha affermato il Prof. Ascierto, oncologo e ricercatore napoletano distintosi, nel corso della pandemia, soprattutto per le sue intuizioni sulle potenzialità del Tocilizumab. NapoliToday lo ha intervistato per chiedergli a che punto è la sperimentazione e quando sarà pronto il vaccino.

- Professore, da marzo sta lavorando allo studio di un vaccino anti Covid-19 insieme allo INMI Spallanzani di Roma e all'Università Bicocca di Milano. A che punto è la sperimentazione?

“Sta per essere attivata la fase di sperimentazione cosiddetta “clinica” (fase 1). Abbiamo completato la fase di sperimentazione sugli animali, presto inizieremo a testare il vaccino sull’uomo”.

- E’ stata definita una “ricerca di avanguardia”. Quali caratteristiche ha questo vaccino?

“Il vaccino della Takis è costituito da un pezzo di DNA plasmidico, cioè ha all'interno una piccola porzione di DNA del Coronavirus che codifica direttamente per il recettore della proteina Spike (in particolare, per quella parte che lega il recettore ACE delle cellule), porta di ingresso delle cellule del corpo umano per il SARS-COV-2. Questo vaccino si avvale di un meccanismo di elettroporazione (cioè viene somministrato con un’iniezione intramuscolare seguita da un brevissimo impulso elettrico) che consente l’entrata del DNA nelle cellule muscolari, in maniera veloce ed efficace, e non di virus attenuati (come succede per altri vaccini)”.

- Quali sono le prossime tappe della sperimentazione?

“La sperimentazione ha diverse fasi. Si inizia sempre con la fase 1, che viene effettuata su un centinaio di pazienti, la quale serve per individuare sia il dosaggio ottimale del vaccino sia gli eventuali eventi avversi. Questi pazienti vengono seguiti per circa 3 mesi. Una volta trovata la dose del vaccino, e appurato che non ci siano problematiche relative a effetti collaterali, si passa a vaccinare un numero più grande di pazienti per verificare i dati di efficacia, passando, in questo modo, alla fase 2. Nello studio di fase 3 si valuta l’efficacia del vaccino mettendo a confronto pazienti che ricevono il vaccino e pazienti che ricevono il placebo”.

- Quando sarà pronto, secondo lei?

“Dipende molto dai risultati che avremo. La fase 3 dello studio dovrebbe iniziare per luglio”.

- La Cina ha scelto di somministrare a centinaia di migliaia di cinesi il vaccino nonostante sia ancora a livello sperimentale. Secondo i protocolli di Pechino, i vaccini anti Covid possono saltare gli studi clinici di fase 3 ed essere inoculati a gruppi ad alto rischio. Che ne pensa di questa scelta?

“E’ una scelta che non rispecchia la modalità di sperimentazione degli enti regolatori Europeo e Italiano. E’ molto rischioso non effettuare la fase 3 di un farmaco o di un vaccino”.

- Si è osservato un netto calo della mortalità nei pazienti ospedalizzati in Italia e nel resto del mondo. L’esperienza di questi mesi ha portato a capire qual è la terapia migliore per curare i malati Covid. Può farci il punto sulla terapia in uso?

“Sicuramente siamo più preparati. Ad oggi sappiamo ad esempio che cortisone ed eparina sono trattamenti utili”.

- Sull’efficacia del Tocilizumab, invece? Cosa hanno dimostrato gli ultimi studi?

“Lo studio di fase 3 EMPACTA ha confermato il miglioramento della sintomatologia e dei tempi di ricovero con il farmaco. Altri studi retrospettivi sembrano ribadire quanto visto con lo studio prospettivo TOCIVID 19. In sostanza, in un sottogruppo di pazienti questo farmaco è efficace”.

- Nelle ultime settimane si è verificata una preoccupante impennata dei casi in Campania. Cosa c’è dietro questo aumento?

“L’aumento è dovuto al fatto che a partire da agosto il virus ha iniziato a diffondersi soprattutto attraverso gli asintomatici. Gli assembramenti continui e il non rispetto delle regole anti-Covid hanno fatto il resto”.

- Se i numeri continueranno a salire c’è un reale rischio che collassi il Sistema Sanitario campano?

“Ogni giorno si fa uno sforzo non indifferente per recuperare posti e garantire assistenza a chi ha più bisogno. Se i numeri continueranno a salire con questa rapidità, sarà difficile arginare questa situazione, e il rischio di collasso del Sistema Sanitario potrebbe concretizzarsi”.

- Rispetto a marzo, la gran parte (il 95%) dei positivi al Covid-19 di questa seconda ondata è asintomatico. Sul tema c’è grande confusione. Ci aiuti a fare un pò di chiarezza. I paucisintomatici e gli asintomatici sono contagiosi quanto i sintomatici?

“Il virus si diffonde anche attraverso gli asintomatici, la cui carica virale può essere molto alta. E’ una cosa nota che anche coloro che non manifestano sintomi possono essere contagiosi. Ed è questo il motivo che ci spinge a utilizzare i dispositivi di protezione individuale”.

- In attesa della disponibilità su larga scala di un vaccino contro il Covid-19 in che modo si può arginare il contagio?

“Il senso di responsabilità civile di ognuno di noi deve tornare a livelli di allerta come nella prima fase della pandemia. Un lockdown generalizzato è l’ultima misura da prendere perché avrebbe un impatto socio-economico troppo forte. Fino a quando non sarà disponibile un vaccino, la cosa da fare è mantenere le distanze, utilizzare la mascherina e igienizzarsi bene le mani”.

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