Un'infanzia da vivere per i ragazzi del Parco Verde di Caivano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Non sono riuscito a vivermi la mia vita di ragazzo in questo quartiere, adesso voglio occuparmi proprio di quei ragazzi che possono buttare la loro vita come ho fatto io". Così si esprime Bruno Mazza, 28 anni, oltre 10 anni passati in carcere, figlio del Parco Verde di Caivano. E animatore, insieme alla moglie Chiara della onlus "Una Infanzia da Vivere", che lo scorso 7 maggio ha inaugurato il Campo Sportivo nel Parco Verde di Caivano. "Associare per Realizzare": questo è lo slogan dell'associazione animata da due giovani trentenni, Chiara e Bruno, che puntano al riscatto sociale dell'area. Taglio del Nastro con il Vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo, e calcio d'inizio con la partita tra la Scuola di Calcio Arci Scampia e l'Associazione "Infanzia da vivere". Alla manifestazione hanno partecipato: Antonio Falco, Sindaco del Comune di Caivano, Antonio Mastroianni, presidente regionale U.I.S.P, Vincenzo Ferrara, presidente fondazione Cannavaro Ferrara, Marko De Falco dirigente Farvima Medicinali, Vito Coppola dirigente Comune di Caivano, Carlo Sforza, Responsabile Nazionale Protezione Civile, Padre Maurizio Patriciello Parroco Chiesa di San Paolo, Antonio Piccolo presidente Scuola Calcio Arci Scampia, Diletta Capissi, giornalista.

Forte si è levata la voce di Padre Maurizio Patriciello, parroco della Chiesa di San Paolo, quando ha denunciato l'evidente stato di abbandono del quartiere e i limiti di un parroco di non poter riuscire a salvare i ragazzi che, in mancanza di alternative, sono facilmente intercettati dalla criminalità. "L'unico rimedio è la prevenzione per non farli arrivare in galera - ha detto - il dramma di questi giovani è la mancanza di lavoro. Solo prevenendo li possiamo salvare da questo covo di tossicodipendenti". Bruno ha saputo cambiare la sua vita nel 2008, è stato spronato proprio da padre Maurizio "a seguire i consigli che ha ricevuto" ed a elaborare, passo dopo passo, con i volontari della scuola di calcio di Scampia il progetto più vasto di recupero dell'area. Ha illustrato il suo progetto che comprende la realizzazione del campo di calcetto e del parco giochi per bambini, ma insiste sulla costruzione di una struttura polivalente che possa diventare un centro di aggregazione sociale per i bambini ed i giovani del Parco Verde. "Vorrei che i bambini possano crescere - ha insistito commosso - in un quartiere normale e voglio che le istituzioni mi diano una mano a realizzare l'intero progetto".

"Ci rendiamo conto di perseguire obiettivi ambiziosi - dichiarano Chiara e Bruno - ma vogliamo diventare il punto di riferimento per tutti i ragazzi del quartiere in modo che la nostra esperienza possa essere utile a tutti".

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