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Napoli-Milan: ultras preparavano fumogeni per non farsi identificare

Le perquisizioni e i sequestri effettuati oggi dagli uomini della Digos di Napoli hanno portato alla luce l'idea degli ultras del Napoli di realizzare per la partita di domani una cortina di fumo che avrebbe reso difficile l'identificazione dei tifosi

Emergono nuovi dati dalle perquisizioni che hanno già portato al sequestro di fumogeni in casa di un ultras del Napoli già sottoposto a Daspo.

Da quanto si apprende, il materiale rinvenuto oggi sarebbe servito per una “coreografia di fumo colorato” pronta per la partita di domani al San Paolo tra Napoli e Milan.

Gli ultras volevano realizzare una cortina di fumo come quella della partita contro il Bologna di due settimane fa, che avrebbe reso difficile l'identificazione dei tifosi da parte delle forze dell'ordine. Sull'etichetta dei fumogeni e delle torce illuminanti, tutti in libera vendita e prodotti in Italia, è riportata la scritta "Per manifestazioni folckloristiche".

Per quanto riguarda l'uomo nella cui abitazione sono stati rinvenuti i fumogeni, è stato identificato e segnalato alle autorità giudiziarie. Si tratta del vice-presidente della squadra di calcio a 5 del Terzigno. Le perquisizioni della Digos, diretta da Antonio Sbordone, sono cominciate questa mattina e hanno portato al sequestro del materiale pirotecnico. I sequestri di oggi sono un buon risultato nell'ambito della lotta al tifo violento, ma non "tranquillizzano".

Se da un lato, infatti, è più semplice identificare gli appartenenti alle frange del tifo violento che, secondo gli inquirenti si aggira tra le 1.000 e le 1.500 persone, più complicato appare identificare i cosiddetti "cani sciolti" e gli "estremisti".
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