Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca Pendino / Piazza Mercato

Piazza Mercato, spari contro la chiave di Milot. De Iesu: "Opera di ragazzini e non della camorra"

Le parole dell'assessore

Quattro colpi di pistola. Sono quelli esplosi da ignoti contro la cosiddetta chiave di Milot (il cui titolo è "Key of Today"), installazione artistica dalla fine di marzo a Piazza Mercato. Non è chiaro a quando risale l'episodio ma la scoperta è avvenuta ieri. Non sono stati trovati in zona bossoli, e sono in corso analisi delle telecamere di sicurezza della zona per capire chi possa aver sparato.

Sulla vicenda è oggi intervenuto Antonio De Iesu, assessore alla sicurezza del Comune di Napoli. Secondo l'esponente della giunta Manfredi, “gli spari come quelli al monumento di Piazza Mercato sono un'espressione della violenza giovanile, la camorra non ha interesse a sparare contro un'opera d'arte”.

“Conosco l'evoluzione e l'involuzione della camorra dagli anni '80 a oggi – ha precisato ancora De Iesu, che è stato questore e vicecapo della polizia – La camorra vuole mantenere basso il profilo per fare i propri affari”. “Sparare contro un'opera d'arte va invece inquadrato in un tema attualissimo, il disagio e la devianza giovanile – è il pensiero dell'assessore – Piccoli branchi, non parlerei di gang, come a Milano con i sudamericani. Questi branchi fanno attività esecrabili a Napoli, con una carica di aggressività e violenza r senza un obiettivo”.

Le indagini per De Iesu non sono sufficienti in casi di questo tipo, “perché serve anche prendere in carica gli adolescenti se vivono in un ambiente degradato dal punto di vista familiare”. “Servirebbe un esercito di assistenti sociali: insieme all'azione di repressione deve infatti crescere la presa in carico di ragazzi e bimbi disagiati. Ricordo in questo senso il Progetto Peter svolto alla Sanità, che funziona, però costa. Questa amministrazione sta lavorando al recupero dei tributi per investire in attività sociali, progetti concreti di assistenza agli adolescenti. Il tema infatti non è solo la repressione ma chiedersi come crescono i bambini”. Un ultimo passaggio dell'assessore è sulle armi, a quanto pare più alla portata dei ragazzini di quanto non si sia portati a credere. “Il circuito delle armi – spiega De Iesu – non è facile da controllare. Le fonti di approvvigionamento sono varie, ce ne sono tante che vengono dalle guerre”.

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