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Carceri: sciopero della fame per i detenuti di Bellizzi Irpino

Le condizioni dei carceri italiani peggiorano giorno dopo giorno. Poco spazio, mancanza di acqua e igiene carente. Per questo i detenuti sciperato

La protesta arriva ovunque quando le cose non vanno bene, anche nelle carceri. Lo sanno bene i detenuti della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino, che da oggi rifiutano il cibo fornito dall'amministrazione penitenziaria.

La protesta, che vede coinvolti altri istituti carcerari italiani, intende evidenziare le difficili condizioni di vita dei detenuti, dovute soprattutto al problema del sovraffollamento. A fronte di una struttura che dovrebbe ospitare al massimo 350 unità, il carcere di Bellizzi ha 494 detenuti. A questo si aggiungono una serie di problemi strutturali che rendono ancora più difficile il mantenimento di un accettabile livello delle condizioni detentive, a cominciare dalla carenza di acqua che non arriva nei padiglioni posti ai piani superiori della struttura.
Per non parlare poi della mancanza dell'organico di polizia penitenziaria che determina una difficile gestione dell'istituto, con ricadute pesanti nelle attività quotidiane dei detenuti.

Questa protesta però non ha coinvolto tutti. Infatti le detenute del reparto femminile e coloro che si trovano in regime di isolamento non hanno partecipato. "Siamo di fronte ad una situazione critica - ha commentato il segretario nazionale della Uil-Penitenziari, Eugenio Sarno - in un carcere dove la vivibilità dei detenuti e del personale da molto tempo è precaria e oggi sta per diventare insostenibile".

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