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Rifiuti e discarica a Terzigno: a rischio la salute della gente

Salute delle persone di Terzigno a rischio, il prof. Angelo Genovese: "Chi pensa ad un'altra discarica è un irresponsabile. L'inceneritore di Acerra è un triangolo della morte"

distribuzione-dei-comuni-per-numero-di-eccessi-significativi.bmpLe notti sono tranquille, la tregua regge ancora. Tra la gente, però, la preoccupazione è alta, quello che impensierisce maggiormente gli abitanti di Terzigno, le mamme e i giovani è il rischio di un aumento indiscriminato di malattie per la gente del posto. Ricordiamo, infatti, che la Cava Vitiello, se dovesse essere aperta, sarà la discarica più grande d’Europa, che per estensione è pari a venti volte Cava Sari, ormai stracolma.

La denuncia viene anche da parte del prof. Angelo Genovese, membro della Commissione Programmazione e Sviluppo della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ricercatore universitario (ssd V30A, poi VET01) presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, collaboratore della Soprintendenza di Napoli e delle Università di Innsbruck (Austria) e Stoccolma (Svezia).
Dichiara il prof. Genovese: «L’inceneritore di Acerra è un triangolo della morte per le alte concentrazioni di diossina presenti nella zona. A Terzigno ci sono già veleni in discariche pregresse e le percentuali più alte d’Italia per le patologie ambientali, tumorali e di malformazioni neonatali».

Già nel 2006, infatti, l’Istituto Superiore di Sanità, fece indagini epidemiologiche nei siti inquinati: basi scientifiche, procedure metodologiche e gestionali, prospettive di equità, curate dal prof. Fabrizio Bianchi, dell’Istituto di Fisiologia Clinica, Sezione di Epidemiologia, Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal dott. Pietro Comba del Dipartimento di Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria, Istituto Superiore di Sanità. Lo stato di emergenza rifiuti in Campania, infatti, ha stimolato importanti iniziative anche da parte di organi del Governo centrale.

Accanto alle attività già in atto di monitoraggio ambientale e caratterizzazione dei siti inquinati, su mandato del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, fu avviato un progetto finalizzato alla valutazione dello stato di salute della popolazione residente nelle aree interessate dalla presenza di discariche e siti di abbandono incontrollato di rifiuti. Dallo studio si evince che “la mortalità in Campania nel ventennio 1982-2001 è diminuita, ma si mantiene costantemente al di sopra della mortalità nazionale.

Le malattie del sistema circolatorio rappresentano la prima causa di morte in entrambi i sessi (40% della mortalità maschile, 50,3% di quella femminile), seguite dalle morti per tumori (30% dei decessi maschili, 21,3% di quelli femminili)”. Con metodi analoghi a quelli utilizzati nello studio di mortalità fu analizzata la distribuzione delle malformazioni congenite nei Comuni della Provincia di Napoli.

Ma come si legge ancora dal rapporto “In Campania la mortalità evitabile costituisce una parte importante della mortalità generale, dal momento che ad essa, nel periodo 1998-2001, si possono ascrivere 5.950 decessi medi annui, circa il 13% di tutte le morti, di cui 3.925 nel sesso maschile e 2.025 in quello femminile”. Ad oggi il territorio di Terzigno, secondo il rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità, già sarebbe inquinato. Onde evitare, quindi, di inquinare un altro territorio, si pensa di ammalare ancora di più quelli che già sono in condizioni gravi. «Un atteggiamento, questo – continua il prof. Genovese – probabilmente criminale, ma sicuramente irresponsabile. A Terzigno uno studio fatto in passato , nell’ambito della falde freatiche, ha rilevato presenza di metalli pesanti come Pcb (Policlorobifenili, ndr), sostanze simili alla diossina, composti aromatici di benzene» altamente nocivi per la salute umana. Intanto per domani sera è previsto un incontro tra tutti i comitati antidiscarica, dove si parlerà anche del grave problema che riguarda la salute dei cittadini.
 

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