Cronaca San Giovanni a Teduccio / Via Ferrante Imparato

Commons occupa la SapNa: "Immediata tombatura della discarica di Chiaiano"

Gli attivisti della Rete per i Beni Comuni di Napoli e provincia questa mattina negli uffici di via Ferrante Imparato: "Chiudete quel buco dei veleni. Pretendiamo chiarezza e tempi certi"

Rete Commons, occupazione Sapna - foto @ Rete Commons

Una trentina di attivisti della Rete Commons di Napoli e Provincia ha occupato questa mattina gli uffici della SapNa, la società provinciale che gestisce la discarica di Chiaiano, in via Ferrante Imparato.

"Chiudete quel buco dei veleni" si legge in uno striscione appeso all'esterno dalle finestre. Il riferimento è appunto a Cava del Poligono, utilizzata per oltre 3 anni come discarica e  chiusa a novembre del 2011, dopo lunghe proteste e mobilitazioni della cittadinanza dell'area a nord di Napoli, per la quale è prevista una tombatura ancora ben lontana da venire.

"Pretendiamo chiarezza e tempi certi sulla tombatura della discarica" spiegano gli attivisti, che danno voce ad una popolazione stanca di subire le drammatiche conseguenze del 'buco dei veleni'.

Il comunicato della Rete Commons:  "Dopo l'ultimo incontro tra Commons, la Provincia di Napoli (nella persona del vice presidente Luigi Rispoli) e la SapNa tenutosi lo scorso dicembre, la Provincia aveva annunciato che in poche settimane si sarebbe proceduto all'approvazione del progetto di tombatura e messa in sicurezza della discarica ed allo sblocco dei fondi. Dopo mesi di silenzio la Rete Commons scende nuovamente sul piede di guerra cominciando dall'occupazione di Sap.Na. Gli attivisti hanno incontrato l'amministratore delegato di SapNa Enrico Angelone. L' a.d di SapNa ha comunicato ai comitati informazioni importanti che delineano una situazione quanto mai allarmante. Angelone ha precisato che il progetto di tombatura e messa in sicurezza della discarica di Chiaiano è pronto da mesi, ma che il servizio ambiente della Provincia di Napoli continua a non dare l'ok definitivo al progetto. Non solo, la Provincia di Napoli non ha mai deliberato la chiusura definitiva della discarica di Chiaiano, ma sul sito al momento c'è solo una sospensione a tempo indeterminato dei conferimenti".
"La discarica di Chiaiano - si legge ancora nel comunicato, in cui gli attivisti sottolineano anche che La SapNa, prima della gestione Angelone, è stata al centro di numerose inchieste sugli affidi diretti di appalti e consulenze gonfiate - senza la messa in sicurezza e la tombatura è di fatto un luogo abbandonato e pericoloso che continua a immettere nell'aria veleni e miasmi e che potrebbe avere dissesti idrogeologici da un momento all'altro. La Provincia di Napoli ed i particolar modo il vice presidente Luigi Rispoli hanno gravissime responsabilità. Fu proprio Rispoli ad assicurare ai comitati che la delibera per la chiusura definitiva della discarica e l'approvazione del progetto di tombatura si sarebbe ottenuti in poche settimane, ed invece i mesi passano. Angelone lunedì ci consegnerà una dichiarazione scritta ufficiale secondo la quale la tombatura non avverrà utilizzando rifiuti di qualsiasi tipo, come da noi richiesto”.

La Rete Commons ha anche annunciato prossime mobilitazioni contro la Provincia di Napoli, definta ora come "la sola controparte presente ed il solo ostacolo alla tombatura definitiva della discarica di Chiaiano". Inoltre gli attivisti rendono noto di aver chiesto l'immediata convocazione della Consulta Ambiente del Comune di Napoli per chiedere l'immediato coinvolgimento dell'Assessore all'Ambiente Tommaso Sodano nella vicenda. “Chiaiano è nel Comune di Napoli – spiegano – e sebbene l'amminisrazione comunale non ha competenza sul sito deve salvaguardare la sicurezza del territorio e la salute dei cittadini. De Magistris e Sodano non possono stare a guardare”.

Immediata tombatura chiedono anche Stefania Fanelli, segretario cittadino di SEL Marano e il consigliere del Movimento Arancione di Mugnano, Mauro Romualdo: "Sulla necessità e l’ urgenza della chiusura definitiva della discarica di Chiaiano - scrivono in una nota Fanelli e Romualdo - c’è un accordo generalizzato e convinto, anche perché ogni giorno che passa accresce da una parte l’ entità dei pericoli e dall’ altra i costi già esorbitanti della gestione. Ed allora perché ciò che serve non si fa? Perché si gioca con le mezze parole, le mezze promesse, le mezze verità? Perché i sindaci interessati non alzano la voce, e non soltanto il telefono, nei confronti della provincia? Perché il sindaco di Mugnano non procede, come pure ha promesso di fare, rivolgendosi alla procura? Come possiamo spiegare la nostra reticenza o, comunque, la nostra sterile determinazione, agli occupanti della sapna? Cosa penseranno di noi tutti quei movimenti e quei cittadini delle zone interessate che oramai sembrano ripiegare tra rassegnazione e rabbia? Agiamo subito, facciamolo prima che si chiuda anche l’ultimo spiraglio!"

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