Tornano in piazza gli studenti campani, protesta sotto il palazzo della Regione: "Riaprite le scuole"

"La scuola non è una priorità in questa regione: dispersione altissima, trasporti carenti, scarsa informatizzazione degli studenti. E invece ci consentirebbe di ripartire", spiegano dall'Unione degli Studenti

Tornano in piazza gli studenti campania per protestare contro l'obbligo alla Didattica a distanza imposto dal Governatore della Campania Vincenzo De Luca, che con un'apposita ordinanza ha sospeso l'attività didattica in presenza.  "Il diritto allo studio è l'ultimo punto sull'agenda politica di chi ci governa", spiegano gli studenti in una nota. "Trasporto carente, ragazzi senza possibilità di connessione: il diritto allo studio non è un priorità e invece dovrebbe". Di seguito la nota inviata dall'UdS. 

"Oggi, 23 ottobre, le studentesse e gli studenti scendono nelle piazze di tutta la Campania per far sentire la propria voce, quella di una comunità scolastica che si trova ad affrontare il ritorno in DaD (didattica a distanza) obbligato ed espanso a tutti da un’ordinanza del presidente De Luca emanata la settimana scorsa. Da quest’estate puntavamo il dito contro le carenze del sistema didattico e di ciò che gli gira intorno, ma evidentemente il nostro governatore guardava il dito, preferendo spostare l’attenzione sulla movida e le supposte responsabilità dei più giovani. Ma la verità è un’altra: “Nella nostra regione, come in tutto il nostro paese, il diritto allo studio é l'ultimo punto sull'agenda politica di chi ci governa, in Campania il tasso di dispersione scolastica è perennemente superiore alla media nazionale e la didattica a distanza alla quale stiamo tornando è la più chiara e limpida riproduzione delle diseguaglianze socio-economiche che siamo costretti a vivere” dichiara Mario Novelli, coordinatore dell’UdS Campania. Dal trasporto pubblico che lascia molte aree della nostra regione scoperte, abbandonate alle ditte private e isolate talvolta persino dal resto della stessa provincia, ai ragazzi senza devices e rete internet a disposizione per seguire le lezioni online, appare evidente come il diritto allo studio non costituisca ancora una priorità, quando invece dovrebbe per la ripartenza del paese in fase pandemica. A ciò si aggiunga la mancanza di spazi per svolgere assemblee d’istituto e consulta in modalità fisica garantendo il distanziamento, spazi di cui i nostri comuni, la nostra regione dispongono e di cui sono in possesso. Rispetto agli spazi resta un problema storico eppure irrisolto: quello delle classi pollaio, delle strutture non idonee ad ospitare un istituto superiore e coloro che lo abitano, dopo ancor più che prima dello scoppio della pandemia. “Vogliamo immediatamente che il governatore De Luca, unitamente all’assessore all'Istruzione, alle Politiche sociali e alle Politiche giovanili della Regione Campania Lucia Fortini, investa sul diritto allo studio per poter riaprire le scuole, e poterlo fare in sicurezza” conclude Mario Novelli.

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