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Neonato ustionato, i genitori volevano nasconderne la nascita

Emergono nuovi particolari sulla vicenda del piccolo ricoverato al Santobono

È ancora ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale Santobono. Sulle condizioni del neonato gravemente ustionato non provengono novità dal nosocomio partenopeo, mentre emerge in tutta la sua drammaticità la vicenda che ha portato al suo arrivo in ospedale.

La potestà genitoriale del padre e della madre era stata sospesa dai giudici lo scorso 10 marzo, qualche giorno prima della nascita del piccolo di cui non c'è traccia all'anagrafe.

C.B. (46) e la 36enne A.T. stavano insieme da circa sei anni. Alla coppia erano stati tolti due figli, di un anno e mezzo e di quattro anni. Nati da precedenti relazioni, sono stati affidati ai rispettivi ex compagni. I due pensavano che sarebbe andata così anche per il nuovo nato, e quindi volevano tenerne nascosta la nascita.

È emerso infatti che entrambi hanno rifiutato il ricovero quando il 118 si è recato nella loro abitazione di Portici dove sono stati trovati cordone ombelicale e placenta e il piccolo in gravi condizioni.
Già il taglio del cordone ombelicale, praticato da mani inesperte, aveva esposto il neonato al pericolo di infezione. Poi l'uso di disinfettanti inappropriati ha probabilmente ustionato il piccolo, fino alla chiamata dei soccorsi.

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