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Cronaca

Topo d'appartamento precipita da un'altezza di 20 metri e muore: presi i presunti complici

Nella fuga i malviventi avevano lasciato refurtiva e una delle auto con le quali erano arrivati nel Parco

Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due pluripregiudicati napoletani, sospettati del tentato furto con scasso, perpetrato lo scorso autunno in un appartamento del Parco “Le Fontane” in via Petrarelle a Caserta, in concorso con un terzo complice - un 35enne anch’egli di Marano di Napoli - che morì precipitando dal quarto piano dello stabile, nel tentativo di darsi alla fuga.

Il colpo e la tragedia

Nell’ottobre 2023, tre uomini - hanno ricostruito gli investigatori - sono entrati nel Parco “Le Fontane” e, mentre uno faceva da “palo” all’interno di una scala del palazzo, gli altri due si sono introdotti in un appartamento, dove, con una smerigliatrice a filo, hanno tranciato la porta della cassaforte della camera da letto e si sono impossessati di gioielli e denaro, riponendoli in un borsone. Mentre i due ladri d’appartamento stavano per guadagnare l’uscita, la proprietaria dell’abitazione ha fatto improvvisamente rientro. Il malvivente che fungeva da palo è scappato e ha cercato di avvisare i due complici. Ma i due ladri, resisi conto di essere stati scoperti, hanno tentato di darsi alla fuga dalla porta d’ingresso che, però, era bloccata. Solo dopo vari tentativi di apertura, mediante l’utilizzo di un piede di porco, uno dei due malviventi è riuscito a scappare dalla porta d’ingresso e a guadagnare l’uscita dal Parco, percorrendo rapidamente le scale.

L’altro, invece,  ha tentato la fuga, scavalcando la ringhiera del balcone per raggiungere l’appartamento sottostante, precipitando però al suolo da un’altezza di circa 20 metri, perdendo la vita. Nella fuga i malviventi hanno lasciato sul luogo del delitto la refurtiva e una delle loro autovetture. Le indagini, dirette dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, hanno consentito di individuare in tempi brevi i due indagati che si erano dati alla fuga, grazie all’esame incrociato delle dichiarazioni testimoniali, delle immagini degli impianti di video sorveglianza, dei dati telefonici e telematici. I sospettati sono entrambi originari di Napoli, quartiere Pianura, e hanno numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona.

Dalle indagini è emerso che i sospettati erano riusciti a entrare sia nel complesso abitativo che nell’appartamento mediante l’utilizzo di duplicati delle chiavi d’ingresso, realizzati in precedenza in maniera illecita.

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