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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca Forio

Lutto a Forio, si è spento Mimì Barone: aveva messo al mondo 12 figli

Contadino, pescatore, capomastro edile, piastrellista, imbianchino, panettiere, cuoco e pizzaiolo sono solo alcune delle professioni che nel corso della sua vita ha svolto negli anni

Si è spento a 86 anni a Forio Domenico Barone, per tutti Mimì. Lavoratore instancabile e generoso, si era distinto per la sua straordinaria professionalità in svariati settori del mondo del lavoro. Contadino, pescatore, capomastro edile, piastrellista, imbianchino, panettiere, cuoco e pizzaiolo sono solo alcune delle professioni che nel corso della sua vita ha svolto negli anni.

"Ha sacrificato tutta la sua esistenza al duro lavoro pur di portare avanti con grande dignità e amore la sua numerosissima famiglia composta da ben dodici figli. Mimì è stato un uomo di altri tempi che a Forio ha, tra l’altro, scritto la storia dell’A.N.M.I, l’Associazione Marinai d’Italia di cui, con le sue mani e quelle di pochi altri soci, nel 1953 costruì la sede sul porto di Forio organizzando per anni sul piazzale antistante manifestazioni di carattere nazionale. Militante socialista per decenni, negli ultimi vent’anni ha sempre sostenuto tutte le battaglie politiche e sociali condotte da mio padre Domenico Savio, fondatore e Segretario generale del PCIM-L, seguendoci ovunque: a Roma, a Napoli, a Bacoli, a Procida, a Pianura e in tante altre città. Insomma, negli ultimi vent’anni ci siamo trovati fianco a fianco ovunque si lottasse per la giustizia sociale e per dare voce ai senza voce. Agli inizi degli anni ’90 è stato anche nominato Cavaliere della Repubblica. Lo scorso 12 marzo 2023 è stato insignito del Premio Internazionale “Domenico Savio” che ho avuto l’onore di consegnargli personalmente assieme al Presidente della manifestazione, Angelo Giancotti. Personalmente piango una delle persone più belle e generose che abbia mai conosciuto. Ma, soprattutto, perdo un Suocero dolce e premuroso che sin dal primo giorno di fidanzamento con la figlia, mi ha praticamente considerato e trattato come un proprio figlio dimostrandomi un bene incredibile. Fino agli ultimi giorni della sua vita e di questo gli sarò grato per tutta la mia esistenza. Sino alla fine mi ha dimostrato una stima straordinaria tenendomi sempre ben stretta la mano ogni qualvolta lo andavo a trovare al suo capezzale. Nonostante la debolezza, trovava la forza di stringermi la mano e di dimostrarmi, così, tutto il suo affetto", scrive Gennaro Savio.

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