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(foto Lokomotiv Flegrea)

(foto Lokomotiv Flegrea)

Prima Categoria, botte da orbi nel match tra Montecalvario e Lokomotiv Flegrea

Le due versioni contrastanti. Lokomotiv: "Sono diventati violenti per l'ennesima sconfitta che stava maturando in campo. Noi aggrediti a sprangate". Montecalvario: "I tifosi avversari sono arrivati in campo con bottiglie rotte"

La gara di Prima Categoria tra Montecalvario e Lokomotiv Flegrea (squadra di calcio popolare impegnata nel sociale) si è trasformata in una rissa tra le due squadre, sedata dall'arrivo dei Carabinieri. In mancanza di una sola verità, riportiamo i comunicati delle due società e le loro versioni. 

LOKOMOTIV FLEGREA - "Siamo disgustati per quanto accaduto ieri durante la partita di Prima Categoria Figc, Montecalvario-Lokomotiv Flegrea. Avevamo deciso di non prendere parola sulla questione, in attesa delle sanzioni che la Federazione infliggerà alla squadra di casa per averci violentemente aggredito dentro e fuori dal campo, e con l’idea di chiedere delucidazioni alla stessa Federazione rispetto alle modalità con cui pretende di gestire campionati così delicati e ai quali partecipano società come la Montecalvario, che con l’attività sportiva non hanno nulla a che vedere. Nel corso del secondo tempo della partita giocatasi ieri al Denza, i nostri calciatori sono stati aggrediti dai tesserati della Montecalvario, senza alcun reale motivo, se non la frustrazione per l’ennesima sconfitta contro la nostra squadra, a cui la formazione dei Quartieri Spagnoli stava andando incontro. Diversi nostri calciatori hanno riportato lesioni anche gravi, un nostro dirigente accompagnatore è stato colpito alla testa e alla bocca con un oggetto contundente, perdendo addirittura conoscenza per qualche secondo. [Nelle dichiarazioni degli avversari si] parla di una testata di un nostro calciatore che non è mai esistita (il calciatore in questione, dopo aver subito fallo, è stato due volte colpito, allo stomaco e alla testa, a gioco fermo). [...] Mentre i calciatori della Montecalvario prendevano a calci lo spogliatoio dell’arbitro cercando di aggredire anche lui, i due dirigenti sono stati picchiati e allontanati con le maniere che contraddistinguono questa squadra(ccia) parafascista, maniere che tante squadre in Campania hanno avuto modo di “apprezzare” nel corso di questi anni. Il tutto avveniva sotto gli occhi dei giovani atleti della nostra Scuola calcio popolare, che credevano di essere venuti a vedere una partita di calcio, e hanno dovuto invece osservare i loro allenatori e dirigenti picchiati con delle mazze dai giocatori e dai dirigenti della squadra avversaria. “Vi abbiamo distrutti!”, si vantava addirittura un calciatore della Montecalvario parlando con un nostro giovane tesserato di ben undici anni". 

MONTECALVARIO - Parla a SportCampania il direttore sportivo Raffaele Valentino: "Il reale problema era che l’arbitro, un ragazzino, non è riuscito a calmare gli animi e ha avuto una direzione tutta in favore degli avversari. La situazione è però degenerata nel secondo tempo, quando dopo un calcio di punizione un nostro calciatore aveva il pallone in mano e voleva accelerare la ripresa del match, alla ricerca del pareggio. In quel momento un calciatore della Lokomotiv ha tirato una testata al nostro, che ha risposto verbalmente. Dopo è arrivato anche un altro calciatore neroverde che gli ha colpito con un pugno in faccia il nostro tesserato. Tutto questo davanti agli occhi dell’arbitro che non ha fatto nulla. Da quel momento è scoppiata una rissa che ha coinvolto calciatori nostri e loro. Noi società abbiamo provato a calmare gli animi chiedendo anche la sospensione. Dopo aver insistito l’arbitro ha fischiato. Sembrava tutto finito, ma è iniziata una vera e propria guerriglia. Alcuni tifosi della Lokomotiv Flegrea sono arrivati in campo con bottiglie rotte, spranghe, bandiere, cinghie. Ci hanno seguito fin negli spogliatoi. Accendevano i fumogeni in faccia alle persone, io ho addirittura i capelli bruciati. Sono stato fortunato. E’ vergognoso vedere queste cose in campoDomani andrò in Federazione e mi prenderò le responsabilità di quanto accaduto in mezzo al campo, ma non voglio che passi la notizia che la Lokomotiv è una vittima e noi i colpevoli, perchè siamo stati aggrediti anche noi, soprattutto prima noi. E’ sbagliato anche reagire, ma cosa doveva fare il nostro calciatore? Voglio la mia punizione, ma voglio che sia fatta giustizia a 360° e voglio che certe persone siano allontanate. Che sia impedito loro di andare sui campi dove ci sono donne e bambini che hanno rischiato come noi di essere vittime”.

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