Professore del liceo Vico suicida, i funerali

Cinquantatré anni, si è tolto la vita sabato scorso. Si trovava ai domiciliari da pochi giorni

Chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini

Sono iniziati alle 16.15, presso la chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, i funerali del professore del liceo Giambattista Vico che si è tolto la vita nei giorni scorsi.

Cinquantatré anni, al momento dell'estremo gesto si trovava agli arresti domiciliari da qualche giorno. Si è tolto la vita facendo fuoco con una pistola sabato scorso intorno alle 14.

Alle esequie hanno partecipato circa cinquecento persone, soprattutto studenti. All'uscita della bara è scattato un flebile ma sentito applauso.

GLI APPLAUSI ALL'USCITA DELLA BARA - VIDEO

La tragedia ha colto di sorpresa i suoi studenti. Invitato alla cena di fine anno di una delle sue classi, pur non presentandosi inviò ai suoi ragazzi un messaggio audio su WhatsApp: “Vi saluto tutti. Vi auguro tutto il bene possibile, chissà magari ci rivediamo ancora. Vi mando un abbraccio forte forte, anzi di più stritolante, tutti uno ad uno e vi auguro il meglio”.

Le polemiche dopo la morte

La stessa sera della morte del 53enne, centinaia di studenti si sono ritrovati all'esterno del liceo Vico per una veglia. A lui ha dedicato una lettera anche una sua ex studentessa. “Ci trattò da adulti, ci rese responsabili, ci insegnò il rispetto che gli era dovuto (lo dico ora da docente) – è uno dei passaggi più significativi – Con me fu un fratello maggiore...Se ci penso quanto ero incasinata e tormentata senza motivi veri in quel periodo, ma lui mi ascoltava senza giudicare, mai, come si dovrebbe fare, credo, con i ragazzi, io insegno ai bambini quindi non lo so, ma so che con me funzionò, i suoi consigli li ricordo ancora oggi all’alba dei miei 40 anni. Un giorno fui interrogata in fisica, avevo studiato, era una materia che ancora oggi amo. Il Prof. fermò la mia esposizione e disse "tu saresti un'ottima insegnante per come spieghi le cose, ti capirebbe anche un bambino". Io lo guardai come si guarderebbe un cinquenne parlare di politica estera. Sorrisi e non risi, solo perché era lui, e continuai a spiegare l'argomento”.

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Questo invece il commento di Maria Clotilde Paisio, dirigente scolastico del liceo classico napoletano: “Una storia tragica che ci lascia attoniti e sgomenti. Il riserbo è l'unico attaggiamento che ci sentiamo di osservare nel rispetto di tutti”.

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