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Rifiutata da clinica privata: immigrata costretta a partorire in auto

La versione della donna: "Hanno detto che il pronto soccorso non era attrezzato". Dopo il parto è stata accolta dal pronto soccorso del vicino ospedale San Giovanni Bosco. I carabinieri indagano sulla vicenda

Sta bene la piccola Amana, la bimba partorita in auto venerdì sera intorno alle 23 da una donna pakistana dopo che - secondo quanto riferito dalla stessa e riportato dal quotidiano La Repubblica - le è stato rifiutato il ricovero in un pronto soccorso di una struttura privata della zona nord di Napoli con la spiegazione che non era attrezzato.

La donna ha partorito in macchina tenendo il feto tra le gambe per alcuni minuti prima di essere accolta e curata dal pronto soccorso del vicino ospedale San Giovanni Bosco, dove la piccola è stata assistita e dove si è proceduto al taglio del cordone ombelicale.

Sulla vicenda indagano i carabinieri che mirano a chiarire se fossero fondati i motivi del rifiuto opposto dalla struttura privata. I Nas sono stati al San Giovanni Bosco per acquisire la cartella clinica e tutta la documentazione. Il papà Muhammad, che con la moglie Asia vive ad Arzano, periferia di Napoli, ha temuto il peggio per la sua piccola e per la moglie e ora commenta: "Chissà come sarebbe andata se fossimo stati italiani...".

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