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Cronaca

Corruzione, chiesto il rinvio a giudizio per il segretario della Cisal

Tra gli indagati anche il presidente della Salernitana, Danilo Iervolino

 Inchiesta per corruzione aggravata: in sette rischiano il processo, tra questi c'è il presidente della Salernitana calcio Danilo Iervolino. La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per il segretario generale del sindacato Cisal Franco Cavallaro, il segretario generale del Ministero del Lavoro Concetta Ferrari, Fabia D'Andrea, all'epoca dei fatti vicecapo di Gabinetto del ministro del Lavoro Luigi Di Maio (non indagato), Danilo Iervolino, imprenditore napoletano in quel periodo al vertice dell'Università Pegaso e attuale presidente della Salernitana calcio, Mario Miele, Francesco Fimmanò e Antonio Rossi. La richiesta è a firma del procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e del sostituto Henry John Woodcock. Danilo Iervolino è assistito dagli avvocati Salvatore Sica e Giuseppe Saccone. Raggiunto telefonicamente, l'avvocato Saccone ha annunciato: "Chiederemo il giudizio con rito abbreviato. Dal 2019 ad oggi, il nostro assistito è stato indagato in sei inchieste diverse, tutte archiviate dal pm Woodcock. E questa rappresenta uno stralcio di una di quelle indagini". Secondo quanto si apprende, il gip del tribunale di Napoli aveva rigettato la richiesta di misura cautelare per tre indagati, tra cui non figurava Iervolino, per carenza di esigenze cautelari e che, dopo il successivo appello promosso dalla Procura al tribunale del Riesame partenopeo, i giudici avrebbero rilevato la "carenza di gravità indiziaria". L'udienza preliminare è fissata per il prossimo 24 novembre.

Secondo l'accusa, gli episodi di corruzione ruoterebbero attorno alla scissione del patronato Encal-Inpal in patronato Encal-Cisal e patronato Inpal. Una scissione ottenuta nel 2018 e che avrebbe permesso ad entrambi i patronati di mantenere sovvenzioni pubbliche, vantaggi economico-finanziari, sedi e patrimonio. Per ottenere questa scissione, in precedenza negata dal Ministero del Lavoro, Cavallaro e Miele avrebbero offerto favori alla Ferrari e alla D'Andrea. Figura chiave sarebbe proprio Iervolino che avrebbe assunto Rossi (figlio della Ferrari) come professore alla Pegaso. Sempre Cavallaro, invece, avrebbe offerto alla stessa segretaria del Ministero regali come una vacanza in Calabria, una costosa borsa, il noleggio di una barca e di varie auto. Dal canto suo, Cavallaro avrebbe procurato incarichi a persone vicine alla D'Andrea e per la stessa Ferrari. Miele, uno degli indagati, è attualmente dirigente della Salernitana e ha ricoperto incarichi presso l'Università Mercatorum, sempre riconducibile a Iervolino. La Procura di Napoli ha individuato come parti offese nell'inchiesta il Ministero del Lavoro, il Patronato Inpal e l'Università telematica Pegaso, che dunque potranno costituirsi parte civile nell'eventuale processo. Al momento, Danilo Iervolino - di recente incluso nella classifica dei miliardari Forbes - preferisce non commentare la vicenda.

"Con riferimento alla notizia inerente il coinvolgimento del segretario generale della Cisal in un procedimento penale presso il Tribunale di Napoli, colpisce il fatto che chi ha divulgato tale notizia si sia guardato bene dal dire che il competente Tribunale della Libertà, con venti pagine di motivazione, ha ritenuto insufficienti finanche i semplici indizi di colpevolezza a carico del mio assistito". Lo afferma in una nota l'avvocato Domenico Colaci, difensore del segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro, indagato per corruzione.

In riferimento alla richieste di rinvio a giudizio da parte della procura di Napoli per vicende di corruzione che vedono tra gli indagati anche l'imprenditore Danilo Iervolino, presidente della Salernitana, Università telematica Pegaso in una nota precisa che si tratta di eventi precedenti l'attuale gestione, e per i quali è stata fornita piena collaborazione alla procura, che ha qualificato Università Pegaso come parte lesa. L'ateneo si riserva di ricorrere in tutte le sedi a propria tutela.

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