Dalle violenze ai dolci: il riscatto delle donne di Casa Lorena

Donne vittime di violenza che escono allo scoperto e si mettono a lavoro per il loro riscatto: succede a Casa Lorena, centro accoglienza di Casal di Principe

Dare lavoro alle donne vittime di violenza e di tratta. Questo l'obiettivo del centro antiviolenza campano Casa Lorena, nato nell'intento di offrire una possibilità di riscatto alle donne vittime di abusi e sempre più vera e propria impresa. Casa Lorena è il titolo dell'iniziativa che ha sede in un bene confiscato alla camorra, a Casal di Principe, su iniziativa delle cooperative Eva e Dedalus del gruppo Gesco. “Le ghiottonerie di Casa Lorena” propone la produzione di marmellate e di attività imprenditoriali di catering e produzione di dolci e confetture.

Si tratta di donne protagoniste del loro percorso di emancipazione, lontane dalla violenza, dagli insulti, dalle botte, che trovano l'inizio di una vita nuova. Tra le storie particolarmente significativa quella Emma, che oggi ha 47 anni e che, dopo 29 anni di maltrattamenti da parte del marito, ha trovato la forza di denunciare e lasciare la casa dove viveva per chiedere aiuto. “Mi sono sposata a 18 anni perché volevo andare via da casa”, racconta. Ma la sua vita è fatta di insulti, e poi violenze sempre più frequenti. Emma, però, non lascia casa per il suoi figli. "Ho preferito fare sacrifici e restare - dice - Poi quest'inverno, a gennaio, uno dei miei tre figli ha assistito all'ennesimo episodio di violenza ed è stato lui a portarmi in caserma e denunciare i maltrattamenti".

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Elena de Filippo e Raffaella Palladino, rispettivamente presidenti di Dedalus e Eva, spiegano che l'iniziativa "lega un lavoro sociale con un progetto di impresa solidale". "I prodotti realizzati dalle donne uscite dal circuito della violenza - concludono - dimostrano come 'fare sociale' può significare coniugare la tutela dei diritti con la capacità di creare occupazione".

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