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Rubavano Panda col "cavallo di ritorno": 5 arresti a Sant'Antimo

In appena 10 giorni avrebbero rubato 12 autovetture incassando più di ventimila euro dai proprietari delle vetture che erano stati contattati dopo il furto: in manette 5 persone

Sgominata una banda specializzata nel "cavallo di ritorno" applicato in modo particolarmente riuscito con le Fiat Panda, tanto da averne rubate 12 in 10 giorni incassando più di ventimila euro. Il metodo è antico e assodato: si ruba l'autovettura, poi si contatta il proprietario e si chiede un "riscatto" per averla indietro.


Tutto è andato bene, fino all'arresto di 5 persone di Sant'Antimo, fermate in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dopo le indagini svolte dai carabinieri della tenenza di Sant'Antimo. In tre rubavano i veicoli successivamente destinati a essere restituiti ai proprietari con il "cavallo di ritorno" e gli altri due, ritenuti i promotori dell'organizzazione, si occupavano del "ritorno".

Le indagini iniziate alla fine del gennaio 2009, quando i carabinieri di Sant'Antimo denunciarono, dopo un controllo, 3 dei 5 arrestati per possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli nonché di centraline elettroniche per l'accensione di autovetture. Successivamente le intercettazioni hanno poi consentito, il 6 febbraio 2009, di arrestarli in flagranza di reato per il furto di una vettura nel comune di Aversa.

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