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Camorra, cinquanta arresti nel clan Lo Russo: abusivismo edilizio e corruzione

Il gruppo criminale controllava i traffici illeciti a Piscinola, Chiaiano, Miano e Marianella. Quattro appartenenti al corpo dei vigili urbani di Napoli tra gli arrestati anche grazie alle intercettazioni telefoniche

Sono scattate all’alba oltre 50 manette per presunti capi e gregari del clan camorristico dei Lo Russo. Gli arresti sono avvenuti per mano della Squadra Mobile della Questura di Napoli, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il gruppo criminale controllava infatti i traffici illeciti nei quartieri periferici di Piscinola, Chiaiano, Miano e Marianella. Un esempio su tutti: la gestione di una piazza di spaccio della droga nel rione Don Guanella. Agli indagati vengono ora contestati i reati di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Nei confronti di alcuni degli arrestati, inoltre, è stato disposto il sequestro di numerosi beni – veicoli, immobili e conti correnti bancari -- per un valore complessivo di oltre 60 milioni di euro.

E si riscontrano anche episodi di pizzo sull'abusivismo edilizio. Secondo quanto emerso dalle indagini della Dda, la cosca gestiva un vero e proprio mercato dei lavori illegali nei quartieri di Piscinola e Miano. I Lo Russo imponevano infatti, a chi intendesse realizzare una costruzione abusiva, il pagamento di una tangente in denaro ma anche l'obbligo di rivolgersi a imprese edili "amiche" della cosca.

In quest'ambito, a carico degli indagati vi sono anche episodi di corruzione del personale della polizia municipale preposto alla repressione dell'abusivismo. Quattro appartenenti al corpo dei vigili urbani di Napoli sono tra le persone arrestate stamane.

Un capitolo dell'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Federica Colucci su richiesta dei pm Sergio Amato e Francesco Valentini, è dedicato alle tangenti sui fabbricati abusivi e alla corruzione di vigili urbani e dipendenti comunali in genere. Grazie alle intercettazioni telefoniche è stato anche possibile ricostruire come, a causa di contrasti tra i vigili corrotti e gli affiliati al clan sul denaro proveniente dalle tangenti, in alcuni casi gli abusi edilizi sono stati scoperti e i responsabili hanno protestato con i vertici del gruppo criminale, chiedendo la restituzione delle somme versate. I Lo Russo, però, rassicuravano sull'esito finale delle vicende giudiziarie spiegando che verbali e denunce erano la prassi, ma l'obiettivo di realizzare l'abuso sarebbe stato comunque raggiunto.

Il clan era anche al corrente della composizione delle pattuglie di vigili dell'antiabusivismo e dei loro itinerari; più volte gli affiliati rassicuravano i muratori, preoccupati perché avevano visto in giro un'auto della polizia municipale, spiegando che a bordo si trovavano persone amiche e che le vetture non erano dirette ai cantieri.

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