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Arbitri, il designatore Rocchi: "E' un piacere ritrovare Garcia. Con la tecnologia quel violino non lo avrebbe fatto"

Il direttore di gara del celebre Juventus-Roma del 2014 parla di quel match e dà il bentornato in Italia al nuovo allenatore del Napoli

"Ricordo bene quella partita in cui ho avuto effettivamente dei problemi. Se avessi avuto la tecnologia probabilmente non ci sarebbe stato il violino di Garcia, perchè molto probabilmente avrei avuto molta più facilità di soluzione di alcuni problemi. Quella è una delle partite in cui io rimpiango di non aver avuto la tecnologia, perchè sicuramente oggi discuteremmo di un'altra storia. Dò il benvenuto a Garcia perchè si tratta di un grande allenatore e mi fa piacere ritrovarlo". Così Gianluca Rocchi, oggi designatore arbitrale della Serie A, nel corso di una lunga intervista rilasciata al programma di Radio Rai "Radio anch'io sport", ha parlato del famoso Juve-Roma del 2014 da lui diretto, match rimasto impresso nella memoria per il celebre "violino" del neo allenatore del Napoli Rudi Garcia.

Il futuro dell'arbitraggio in Italia: una linea più europea

"C'è stata una linea di arbitraggio più europea, con un miglioramento nella fluidità nel gioco. Non è stato un percorso semplice, ma i risultati sono molto positivi. Non dobbiamo dimenticare che il campionato italiano non è la Champions League: dobbiamo adattarci al nostro campionato, cercando di prendere spunto dalle competizioni che sono riferimento per tutti. Si può migliorare nella continuità di rendimento, ogni tanto abbiamo avuto anche noi qualche scivolone, soprattutto i più giovani, che hanno avuto grandi opportunità, devono meritarsi questa fiducia".

Le dichiarazioni post-partita

"Al termine delle gare non trovo corretto far fare agli arbitri conferenze stampa, non perché non ne siano in grado ma perché quando l'aldrenalina è ancora alta, non c'è nemmeno tanta voglia di ascoltare il motivo per cui l'arbitro ha commesso o meno un errore. L'unica cosa che la gente vorrebbe sentire è 'sì ho sbagliato', ma avremmo risolto poco. A noi non interessa se ha sbagliato o meno, quello ci si arriva subito, ma perché. La soluzione può essere quella di avere uno spazio nostro ogni 15 giorni o una volta al mese per spiegare gli episodi". 

Gli audio del Var

"Var? Verranno diffusi anche gli audio più controversi, non abbiamo nessun segreto. Abbiamo chiesto ai ragazzi di lavorare sulla pulizia della comunicazione, in modo da poter ascoltare dialoghi puliti. Ma non abbiamo problemi a far ascoltare tutto. Il problema è spiegare il perché è stato commesso un errore, non ammettere che si è sbagliato. E spesso abbiamo scoperto che nel rapporto arbitro-var è la comunicazione che frega i ragazzi in campo". 

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