Giovedì, 23 Settembre 2021
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Il ritorno di Sarri: il tecnico toscano arriva al San Paolo alla guida della Juventus

Il posticipo serale della ventunesima giornata segna il ritorno a Napoli del tecnico toscano

Proverà certamente un mix di emozioni contrastanti Maurizio Sarri quando domani sera entrerà, per la prima volta, nello stadio nel quale ha vissuto per tre anni da protagonista non vincendo alcun titolo ma regalando vittorie, emozioni e spettacolo. Il posticipo serale della ventunesima giornata segna il ritorno a Napoli del tecnico toscano, ma nativo di Bagnoli, alla guida della formazione che vince ininterrottamente il titolo di campione d’Italia da otto anni ed ha al momento tutte le intenzioni di prolungare la propria egemonia sul suolo nazionale insieme al proposito, da più parti esplicitamente dichiarato, di tornare a trionfare in campo internazionale riportando a casa quella Champions League che manca ormai nella bacheca del club da oltre vent'anni.

Rispetto alle precedenti cavalcate la rincorsa verso la conquista del nono tricolore consecutivo si prospetta quest'anno, almeno per il momento, più complicata per la presenza di una concorrenza decisamente agguerrita e determinata a non mollare la presa. I bianconeri continuano sì ad essere in testa alla classifica, quattro le lunghezze di margine sulla più in diretta inseguitrice, ma lo straordinario percorso fin qui compiuto da Inter e Lazio rende la lotta per il vertice sicuramente più competitiva ed avvincente. I nerazzurri, reduce da due pareggi, aspettano dal mercato i rinforzi necessari a completare l’organico sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo mentre i biancocelesti, eliminati martedì in Coppa Italia, possono contare sul vantaggio di non avere impegni infrasettimanali, situazione che consentirà loro di preparare al meglio la partita della domenica.

Numerose le alternative a disposizione che consentono al tecnico di poter risolvere le situazioni in cui il collettivo non si esprime al meglio  grazie alle giocate dei singoli e di variare l’assetto dei suoi a seconda delle circostanze anche se la compagine bianconera adotta prevalentemente due schieramenti: il 4-3-3 o il 4-3-1-2. Nel primo caso Dybala parte spesso da titolare nel tridente offensivo mentre se la scelta ricade sulla ricerca di un maggiore equilibrio tattico tocca a Ramsey andarsi a posizionare alle spalle del tandem offensivo per poi aiutare il centrocampo in fase di non possesso. L’impressione fin qui percepita in diverse occasioni è quella di una squadra che quando riesce a tenere la linea difensiva alta, a recuperare la palla in pressing nella trequarti avversaria e ad orchestrare la trama offensiva attraverso le proprie eccellenti qualità di palleggio può dominare le rivali ma se abbassa il suo raggio d'azione e si lascia attaccare può patire più di una difficoltà. Emblematici due dati al riguardo: in sette delle ultime otto uscite i due estremi juventini hanno incassato gol mentre nel medesimo frangente Cristiano Ronaldo si è scatenato segnando dodici reti che testimoniano il raggiungimento di una straordinaria costanza realizzativa. Sarri non rinuncia ai suoi principi nel tentativo di portare anche in casa piemontese il livello di calcio che lo ha reso celebre ma al momento, soprattutto in proiezione europea, lo sviluppo della manovra, nella cui costruzione riveste un’importanza primaria il lavoro di Pjanic, autentico ago della bilancia, sembra ancora lontano dagli standard necessari a primeggiare in ambito continentale.

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