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Università Federico II

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La grande fuga: studenti e laureati via dal Sud Italia

Ogni anno il Sud perde il 20% della sua popolazione universitaria potenziale. Scarsa la capacità degli atenei meridionali di attrarre studenti da fuori regione. Tutti i dati

Studenti e laureati in fuga dal Sud Italia. A rilevarlo un lavoro dell'Ufficio studi dell'Istituto per ricerche e attività educative (I.p.e.) sui flussi migratori degli studenti universitari in Italia basata su dati del ministero dell'Istruzione. Uno studente su cinque scappa dal Mezzogiorno, in media 24.000 giovani che ogni anno, dopo il diploma, decidono di iscriversi in un ateneo del Centro-Nord. Ogni anno il Sud perde quindi il 20% della sua popolazione universitaria potenziale, rivelandosi così incapace di attrarre studenti dalle regioni centro-settentrionali che migrano al Meridione in meno del 2%. E anche i laureati del Sud, circa 18mila all'anno secondo i dati Svimez, trovano lavoro e si trasferiscono al Centro-nord. Lo studio, dal titolo 'Migrazioni intellettuali e Mezzogiorno d'Italià, è di Serena Affuso e Gaetano Vecchione, pubblicato per McGraw-Hill di Milano, e sarà presentato martedì prossimo all'I.p.e. di Napoli.


TUTTI I DATI - Risulta essere scarsa la capacità degli atenei meridionali di attrarre studenti da fuori regione: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, nell'anno accademico 2010-2011, hanno attirato meno del 10% di immatricolati con un tasso di uscita elevatissimi, per esempio, pari al 40% per la Calabria e più del il 30% per la Puglia. E la Campania, negli ultimi dieci anni, non è riuscita a invertire il suo saldo migratorio negativo: rispetto ai quasi 34.500 diplomati campani che si sono iscritti all'Università nel 2010-2011, circa 5.000 scelgono di studiare fuori regione mentre i fuorisede e i pendolari provenienti da altre regioni sono poco più di 800, per lo più residenti in regioni limitrofe come Basilicata, Lazio e Calabria. Va meglio nelle Università dell'Abruzzo con una percentuale di iscritti di altre regioni del 47%, in Molise del 43% e in Basilicata del 20%. Un risultato, però, vanificato dai valori dei tassi di uscita: se l'Abruzzo ha perso più del 30% dei propri studenti, il Molise addirittura sfiora la quota del 60% e la Basilicata supera il 70%.

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