L'Amica Geniale, l'intervista di NapoliToday al cast

Presenti all’Ischia Film Festival 2020, i quattro giovani protagonisti della serie evento tratta dai libri della Ferrante raccontano le esperienze indimenticabili vissute sul set delle due stagioni che The Guardian promuove a pieni voti

Gaia Girace e Margherita Mazzucco (foto di Lucia De Luise)

Per Gaia Girace e Margherita Mazzucco, l’imbarazzo iniziale delle prime interviste è superato, anche se un po' di emozione continua a trapelare dalle loro voci. Quando le si vede con gli abiti anni ‘50 di Lila ed Elena, si dimentica che, in realtà, quando hanno iniziato la prima stagione de ‘L’Amica Geniale’, erano poco più che bambine.
Hanno fatto tanti sacrifici per interpretare Elena e Lila: tra lo studio scolastico affrontato dopo le lunghe ore di riprese, la vita lontana dagli amici e dalla famiglia. Per caso sono diventate attrici, protagoniste della serie evento attesa già quando HBO e Rai Fiction hanno annunciato la realizzazione del ciclo di libri scritti da Elena Ferrante ambientati in buona parte a Napoli.
 Da quando sono state scelte a quegli interminabili provini (leggenda narra che la stessa Ferrante presenziasse in incognito) Margherita e Gaia sono cresciute e ora si preparano a guardare al futuro godendosi tutte le esperienze indimenticabili che le due stagioni de ‘L’Amica Geniale’ ha regalato. Lo stesso vale per i protagonisti maschili Giovanni Amura e Francesco Serpico nei rispettivi ruoli di Stefano Caracci e Nino Sarratore.
Sono tutti insieme all’Ischia Film Festival proprio per ricordare i giorni trascorsi sull’isola mentre giravano alcuni episodi della seconda stagione tratto dal secondo libro della serie della Ferrante, ‘Storia del Nuovo Cognome’. Sono affiatati e contenti di esserci perché ‘L’ Amica Geniale’ è un pezzo di vita che hanno condiviso, che li ha formati. Dalla loro hanno la bellezza di essere giovani per impegnarsi a trasformare in realtà le loro ambizioni. Sono entusiasti e lo trasmettono anche durante l’incontro con il pubblico della XVIII edizione del festival avvenuto nella Piazza delle Armi del Castello Aragonese.

L’Amica Geniale promossa da The Guardian

Anche la seconda stagione de ‘L’Amica Geniale-Storia del Nuovo Cognome’ diretta da Saverio Costanzo che quest’anno ha visto anche la collaborazione della regista Alice Rohrwacher è stata un successo planetario: è la serie tv italiana più popolare in America e pochi giorni fa il quotidiano britannico The Guardian la promuove a pieni voti definendo questa storia di amicizia ed emancipazione al femminile come un ‘prodotto eccezionalmente bello.’
I ragazzi sono ancora euforici da queste notizie e adesso, dopo il rinvio  primaverile a causa del lockdown, non manca molto per ritornare sul set della terza stagione che riprenderà le vicende da 'Storia di chi fugge e chi resta', il terzo libro della quadrilogia della Ferrante e che per loro quattro rappresenterà l’addio ai loro personaggi, prendendo parte solo alle puntate inziali in quanto sarà previsto un salto temporale.

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Intervista a Gaia Girace, Margherita Mazzucco, Giovanni Altamura e Francesco Serpico

D: Ritornare a Ischia dopo il trionfo globale che ha avuto anche la seconda stagione. Quanto il territorio ha contribuito a questo successo planetario?
Gaia Girace (Lila): “Molto! Qui, abbiamo avuto un’accoglienza diversa dalle altre. Ci hanno accolto in modo fantastico e anche quando siamo arrivati all’Ischia Film Festival l’hanno fatto. Le persone ci riconoscono e sono affettuose”.
Francesco Serpico (Nino): “Ischia ha un ruolo fondamentale all’interno della storia ma credo che abbia anche influito come noi abbiamo goduto di questo posto speciale e come l’abbiamo vissuto”.
Giovanni Altamura (Stefano): “Sì, il territorio ha contribuito moltissimo. La location giusta, come in ogni copione, determina almeno al 50% il successo di un buon lavoro. Se poi al territorio si aggiungono bei costumi e una sceneggiatura magnifica tutto funziona e nel nostro caso ci sono stati questi elementi”.
Margherita Mazzucco (Elena): “In questo caso, la location non ha fatto solo da sfondo perché Ischia potrebbe essere considerata come un personaggio principale della seconda stagione”.
Una coproduzione internazionale in costume che è stata anche formativa per voi. Vi ha dato tanto ma avete anche dimostrato molto interpretando personaggi molto complessi e lo conferma The Guardian che ha promosso tutto e tutti...
G.A.: “Già quando è uscita negli USA mi ha fatto piacere che la critica statunitense ha elogiato il lavoro fatto dalla troupe e da Saverio Costanzo, per cui, quando ho letto anche le recensioni britanniche è stato emozionante sapere che anche noi attori siamo stati apprezzati. Per chi fa questo mestiere essere ne ‘L’amica geniale’ è un’esperienza fortunata proprio per l’impegno attoriale che c’è stato nel lavorare su questi personaggi”.
Voi siete anche un po’ la prova che il pubblico ha voglia di volti freschi.
Ga.Gi.: “Finalmente, si inizia a scommettere sui giovani. Principalmente all’estero, si sceglievano attori adulti per interpretare personaggi più piccoli, adesso, si è capito che i ragazzi e i bambini possono dare quel di più ai personaggi con la loro spontaneità”.
Sicuramente, siete tornati con maggiore consapevolezza sul set. Anche i vostri personaggi sono ancora di più caratterizzati e sfumati nei gesti. Cosa vi portate dietro della seconda stagione?  
F.S.: “Io mi porto dietro la crescita di Nino, il suo cambiamento. Lui resterà il primo personaggio importante che ho interpretato nella mia vita. Quando mi sono rivisto è come se fossi stato caricato di tutte quelle emozioni che ho vissuto sul set. È stata un’enorme soddisfazione. È una raccolta di ricordi che saranno sempre con me e che sono indescrivibili”.
M.M.: “Elena è entrata nella seconda stagione in modo e ne è uscita completamente diversa. Io ho vissuto la crescita insieme a lei. L’abbiamo vista una sedicenne che vive a casa con i suoi nel Rione e la ritroviamo scrittrice laureata a Pisa. Ho condiviso con lei passo dopo passo la sua trasformazione”.
G.A.: “Sinceramente, non vedevo l’ora di entrare nella storia de ‘Il nuovo cognome’. Avendo letto i romanzi conoscevo bene il personaggio di Stefano con tutta la sua complessità per cui ho scalpitato per poterlo studiare e interpretare. Nella seconda stagione arriviamo in profondità anche per quanto riguarda il rapporto con Lila. È stato difficilissimo farlo, ma allo stesso tempo mi dava coraggio per farlo bene. Impegnativo, ma straordinariamente bello…”
Vi avrà uniti il fatto che, almeno sul set, eravate alla prima esperienza. Quanto vi ha aiutato?
M.M.: “Visto che quasi per tutti noi era la prima esperienza è stato facile diventare tutti amici. Ci siamo supportati e aiutati anche nei momenti e nelle sfide che per noi potevano essere più complicate. Ci siamo stati vicini. Questo grazie anche a Saverio che ci ha fatto provare tanto insieme prima di iniziare le riprese per cui abbiamo imparato a conoscerci già da lì…”
Ga.Gi.: “Sono d’accordo! Quello che ci ha legato fin dall’inizio è stata l’inesperienza. È stato tutto nuovo per noi e in comune abbiamo avuto la voglia di fare e di dare il massimo ai nostri personaggi. Questo ci porta ancora adesso a essere così affiatati”.
G.A.: “Anche in questo noi siamo stati fortunati perché non a tutti in Italia è data l’opportunità di fare una lunga sessione di prove prima di iniziare a girare...”
F.S.: “Sì, è stato un lavoro molto corale sia durante le prove con i nostri coach di recitazione, con Saverio e con Alice sia sul set. Tutto questo credo che si sia visto all’interno della storia perché c’era un forte legame tra di noi. Personalmente, penso che questa sia stata la forza trainante. Ha ragione Giovanni, forse è una novità degli ultimi anni, ma il lavoro di preparazione così capillare è stato importantissimo per noi e ha contributo al successo che la serie ha avuto”.
Margherita e Gaia, da quando avete iniziato quest’avventura molte cose sono cambiate. Siete cresciute anche con i vostri personaggi e nel mezzo ci sono state anche tante emozioni. A breve ritornerete sul set e saluterete Lila e Lenù. Quali sono le vostre percezioni e, stavolta, come l’affronterete?
M.M: “Ho amato molto Elena e l’amerò sempre, ma credo che arrivate a questo punto sia giusto lasciare il personaggio e affidarlo a un’attrice più matura. Gaia e io siamo giovani e non abbiamo quel vissuto che a un certo punto della terza stagione sarà necessario per interpretare Lila ed Elena…”
Ga.Gi.: “…Poi è giusto per noi prendere altre strade e vivere la nostra età. Anche se siamo libere però, in un certo senso, siamo vincolate ed è anche giusto che torniamo alle nostre vite, dai nostri amici. Per il resto, si vedrà. Tutto può essere…”
Dopo i primi due episodi iniziali della terza stagione per voi l'avventura de L'amica geniale si chiuderà. Dopo un lancio così importante, come indirizzerete il vostro percorso?
G.A.: “Studio recitazione da quando ho 13 anni. Ora, ne ho 29 e prima de L’Amica Geniale ho interpretato dei piccoli ruoli. Vorrei continuare a fare l’attore infatti prima del lockdown c’erano in cantiere degli altri progetti. Spero di avere l’opportunità di poter collaborare con molti altri registi per mettermi alla prova”.
F.S.: “Io ho 22 anni e non ne ho la più pallida idea (ride). C’ho pensato durante la quarantena ma niente. Durante il lavoro sul set ho vissuto tanta vita e questo devo metterlo in conto. So che vorrei continuare a farlo, però, allo stesso ho molta incertezza su quello che accadrà per il futuro che non riesco sbilanciarmi. Per ora continuerò a studiare medicina”.
Gaia e Margherita, all’inizio dei provini vi hanno chiesto dove vi immaginate di trovarvi a 30 anni. Che risposta date oggi?
Ga. Gi.: “Quando feci il provino per Lila studiavo recitazione a una scuola di recitazione a Castellamare. Ero sicura che avrei voluto fare l’attrice sognando di essere diretta da Spielberg. Forse, lo ero anche fin troppo.  Ma era la scelta di una ragazzina che si era da poco iscritta al liceo e che voleva soltanto cambiare aria. Pensa, che quando siamo andate negli Stanti Uniti per promuovere la prima stagione era la prima volta che uscivo dall’Italia per cui ho colto subito al volo l’occasione. Adesso ho quasi 17 anni e mi sto rendendo conto che tante cose che hanno fatto i miei coetanei io ancora non le ho fatte, per cui non lo so. Ci sto pensando tanto ma è tutto ancora da vedere e credo che ogni cosa accadrà con calma, senza aver fretta di decidere”.
M.M.: “Io mi vedo nello stesso modo di tra anni fa: studiare lingue, zaino in spalla in giro per il mondo. Magari, su un set…”.

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