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Intervista al Giardino dei Semplici: "Da quarant'anni la musica è la nostra 'dannata idea'"

La band ha da poco rilasciato il singolo, preludio al nuovo album che arriverà in autunno. Per ora il gruppo si gode il tour e il contatto con il pubblico. "Non ci siamo mai fermati", spiega Tommy Esposito

Oltre quarant’anni di attività e ancora “l’emozione è forte quando si sale sul palco”. Il Giardino dei Semplici è tra le band più longeve del nostro paese, 42 anni di carriera, eppure “non ci siamo mai fermati”, spiega Tommy Esposito, batterista del gruppo. “Non siamo mai stati appagati, anche per questo abbiamo cambiato molto, sperimentato diversi stili, alla ricerca della nostra musica”. Di seguito l'intervista al gruppo. 

Da due mesi avete pubblicato “Dannata idea”, una ballata preludio al nuovo album che uscirà in autunno. Come sta andando?
Andrea Arcella (tastierista): Stiamo avendo ottimi riscontri, direi alla grande! Molte persone la conoscono a memoria, ci fanno un po’ da gobbo (ride) quando la suoniamo e questo ci meraviglia. Sta avendo anche buona diffusione.
Tommy Esposito (batterista): Le radio la passano in continuazione. Siamo felici, era giusto promuovere il disco che verrà in questo modo, ed è anche la dimostrazione che non ci siamo mai fermati.

Qual è la “dannata idea” che raccontate? Ho pensato, ascoltando il pezzo, che fosse un riferimento all’ispirazione che non arriva mai, che è “dannata” ma anche salvifica, come la musica.
A.A: Bellissima la tua suggestione! La canzone la si può ascoltare e intendere come una lettera d’amore, verso la musica che abbiamo in fondo al cuore o verso la persona che si ama. Un’idea che ti spinge a fare sempre di più.

Qualche anticipazione sul nuovo disco?
Luciano Liguori, bassista: Il disco è in embrione, un nome non c’è ancora, lo stiamo scegliendo. I pezzi nuovi sono quasi stabiliti ma dobbiamo decidere in che misura far confluire inediti e brani storici. Vedremo a fine estate, dopo questo tour che ci sta prendendo molto ma ci sta dando molte soddisfazioni.
Giardino 3 -2-2

Su internet alcune biografie vi descrivono come “idoli dei teenager” tra i ‘70 e gli ‘80. Oggi i teenager che musica fanno e ascoltano?
L.L: Il panorama è cambiato molto. Abbiamo visto un festival in tv, di recente e non conoscevamo nessuno e non ce lo spieghiamo. Al di là di rare eccezioni, come Ermal Meta e Gabbani, ci sembra che siano più mode che altro. Poi è un fatto certificato anche dalle classifiche delle vendite: la gente continua ad ascoltare i cantautori del passato. Ci sarà un perché: vedremo fra cinque o sei anni dove saranno questi ragazzi, noi auguriamo loro il meglio.

Voi avete anche scuole di musica, avete scritto alcuni successi per i più giovani (“Grande amore” de Il Volo è stata scritta dal batterista Tommy Esposito). Cosa cercate di insegnare ai ragazzi?
L.L: Sono insegnamenti di vita più che di canto, senza dare illusioni, che ai nostri giorni già abbondano..

Il nostro giornale si focalizza sui fatti di Napoli e provincia, voi siete napoletani. Vi sembra cambiata la città, diciamo, durante i sei anni di amministrazione de Magistris?
L.L: A me sembra che alcune cose siano cambiate, de Magistris ci mette impegno ma a volte viene sgambettato da vecchi poteri forti. Napoli la vedo migliorata, bisogna però avere anche un animo sereno per analizzarla, senza pregiudizi.

Siete anche grandi tifosi degli azzurri. Può essere l’anno dello scudetto o lo si dice ormai già da troppi anni?
L.L: Questo può essere l’anno buono. Noi nel ‘76/’77 scrivemmo Napoli Napoli, quello per noi e anche per una certa parte di tifosi resta l’inno della squadra. Ricordo TV Sorrisi e Canzoni dedicò un servizio alla canzone, vennero al San Paolo a fare le fotografie, c’era Pesaola, bellissimo! Credo che per il tricolore siamo sulla strada giusta, non possono vincere sempre “loro”. Ma sono felice così, abbiamo una grande squadra. Molti criticano De Laurentiis ma penso sia difficile trovare di meglio, quando il Napoli fallì nessun imprenditore fu disposto a investire pochi milioni sulla squadra.

I prossimi concerti a Napoli e in Campania?
L.L: Ieri abbiamo suonato a Sant’Agata de’ Goti, è stato un successone. Torneremo sicuramente a Napoli, si possono seguire gli aggiornamenti sul nostro sito. 
T.E: Suonare è sempre un’emozione unica, ci dà la forza per migliorarci giorno dopo giorno, continuare a provare, crescere, fare la musica che ci piace. Se non fosse per quell’emozione non staremmo sul palco da così tanto tempo.

Grazie.
Savio Arato, chitarrista: Grazie a te e un saluto ai lettori di NapoliToday.

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