Cultura Vomero

La corsa dei Carruocciuoli al Vomero: una tradizione partenopea

Si celebrava a inizio estate, e ogni carruocciuolo fatto in maniera amatoriale aveva rimandi all'attualità. Le maschere dell'epoca nelle foto dell'Archivio Carbone

(foto Archivio Carbone)

Oggi, 19 giugno, ma 65 anni fa, nel 1955, si ripeteva il tradizionale appuntamento della corsa dei Carruocciuoli. Se ne trova traccia nello splendido archivio Carbone. Si trattava di una corsa cittadina con partenza da via Morghen, dalla funicolare di Montesanto - stazione vomerese, che si svolgeva lungo le curve del quartiere collinare.

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La corsa era goliardica, nessuno spirito competitivo ma tanta voglia di stupire con maschere e costumi irriverenti. E così troviamo il medico che ha ucciso il paziente, la cassa da morto, l'edicolante (organizzatore della competizione era il Mattino), barche, strane vetture spaziali, automobili che stuzzicavano l'immaginario. Venivano messi in palio diversi premi, coppe, targhe e medaglie: il più ambito era senza dubbio quello che spettava al carruocciuolo più originale. 

Il carruocciuolo era un carro per bambini: una tavola di legno fissata a quattro ruote, decorata poi secondo l'ingegno dei partecipanti. Ogni carruocciuolo in gara, un po' come per il bob, aveva il proprio pilota e un collaboratore che serviva per la spinta iniziale, prima della discesa per le strade vomeresi. 

Era, nella tradizione partenopea, una corsa che richiamava molte persone al Vomero, soprattutto famiglie con bambini. Un pomeriggio di gran divertimento tra maschere e il brivido di una corsa irripetibile. 

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