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Cronaca Caivano / Parco Verde

Stupri a Caivano, don Patriciello lasciato solo in chiesa: "Nessuno può lavarsi le mani"

E mentre il parroco del Parco Verde condanna le omissioni e l'omertà dei suoi concittadini, il ministro Piantedosi si difende: "Caivano? Lì importanti successi delle forze dell'ordine"

C'erano poche decine di fedeli a messa ieri, nel Parco Verde di Caivano. Don Maurizio Patriciello, nell'omelia, ha tuonato sulla tremenda vicenda emersa in questi giorni, quella dello stupro di due 13enni, sottolineando che "nessuno può lavarsi le mani e dire: io non c'entro". Parole dure, per chiamare tutti alla corresponsabilità. 

La sua condanna ha risuonato tra i banchi deserti. "Quando vediamo qualcosa che non va ci voltiamo dall'altra parte pensando che è meglio che ci facciamo i fatti nostri", ha sottolineato con biasimo. Ha poi parlato delle emergenze del quartiere, ma pure della voglia di riscatto di tanti, cominciando da quelli che hanno il coraggio di denunciare i soprusi e troppe volte anche gli orrori che avvengono tra quei palazzoni popolari.

Durante la messa Patriciello ha chiamato accanto a sé un ragazzino che, insieme ad altri quattro, con il sacerdote, venne ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E quel ragazzo al Capo dello Stato raccontò che ogni mattina per raggiungere la scuola, scendendo da casa, doveva superare cinque piazze di spaccio.

Il commento di Piantedosi

Il ministro dell'interno Matteo Piantedosi, ieri in Campania, ha sottolineato che gli stupri emersi questi giorni (Caivano, ma anche Palermo) sono fatti che riguardano sicuramente i temi della sicurezza e della prevenzione ma anche temi di carattere culturale". Temi - ha aggiunto - "che coinvolgono, e devono coinvolgere sempre più, l'educazione dei ragazzi e il mondo della scuola".

E a proposito delle piazze di spaccio come quella di Caivano ha detto: "Sono luoghi dove l'azione delle forze dell'ordine fa segnare quotidianamente successi e risultati molto importanti". Rimanda al mittente le critiche, insomma. "Non è colpa delle istituzioni e men che meno del governo. È vero che ci sono piazze di spaccio importantissime a Caivano, ma non solo - ho fatto il prefetto di Roma e so quale sia il problema anche nella capitale - ma l'attività delle forze dell'ordine fa segnare quotidianamente successi". "Purtroppo la domanda di droga è molto forte e quindi l'offerta è molto organizzata", ha sottolineato ancora.

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